mercoledì, 24 Luglio 2024

“Non sono andata via per nessun motivo reale, non sono scappata, insomma.
Volevo solo starmene un po’ da sola in un posto tutto mio. Dove provare a vivere in modo nuovo, con un paesaggio nuovo, con degli amici nuovi. La vita che ho fatto da quando vostro padre… sì, insomma, mi ha lasciato… per una vita noiosa, sempre uguale. Non mi piaceva più. Devo dare uno scossone a tutto, soprattutto a me stessa.
Sono contenta perché mi sembra di esserci riuscita. Per questo penso di restare qui ancora per un bel po’. Non vi dico dove sono perché altrimenti non sarebbe più un posto segreto, e invece tutto ha senso solo così.”
“Zero gradi fuori e meno 20 dentro” per Isabella, sessantacinque anni appena compiuti che, di punto in bianco, decide di lasciare la sua elegante casa di Roma per trasferirsi in un “grazioso appartamentino vista mare” (in realtà è un annuncio un po’ ingannevole) a Ostia. Lo fa senza dire nulla a nessuno, neanche ai suoi tre amatissimi figli, ormai adulti. Separata da un anno, ha bisogno di ritrovarsi e ricominciare in un ambiente che non sia quello consueto.
Inizia così Zero gradi (Giunti) di Roberta Colombo, un romanzo che è prima di tutto il percorso interiore di una donna non più giovane la cui vita, all’improvviso, si è spenta. Andarsene, forse l’unico gesto di ribellione che abbia mai fatto, le permette finalmente di essere “vista”, di esistere anche per quegli affetti più cari che probabilmente la davano per scontata rendendola invisibile.
Il suo presente è intervallato dai ricordi del passato, un intreccio strettissimo nel quale, tassello dopo tassello, scopriamo qualcosa in più di questa donna sostanzialmente sola, in preda alle sue malinconie. L’arrivo a Ostia le permette di conoscere nuove persone, in primis Andrea, il figlio dell’uomo che le ha fittato la casa, e un misterioso signore, Sguardo Blu, che si ferma a guardarla sotto casa o, improvvisamente, si ritrova davanti per strada. Se Sguardo Blu le suscita le emozioni più disparate e le fa riaffiorare un’insolita sensualità, Andrea le ricorda uno dei suoi figli, Lorenzo, che ha affrontato gli stessi problemi.
Ben presto Ostia da buen retiro si trasforma in un luogo nel quale misurarsi con sensazioni – positive e negative – emotivamente forti e nuove attività che le restituiranno quello slancio vitale che aveva perso.
Lo stile della Colombo è asciutto, con frasi brevi ma efficaci che rendono incisivo il continuo alterarsi tra vicende attuali e storie passate. I personaggi sono ben caratterizzati, su tutti è Isabella che spicca per una personalità forte nella sua estrema fragilità che tenta di mascherare: “Sai una cosa, non è questione di età avere zero gradi dentro, ma di paura. Solo di paura. Più hai paura di avere paura, più freddo dentro senti”.
Zero gradi fa parte della collana della Giunti terzo tempo diretto da Lidia Ravera.
Roberta Colombo, romana, comincia la sua vita professionale come medico, specializzata in Ematologia. In seguito sceglie di seguire altre strade, diventa così sceneggiatrice soprattutto di serie televisive (Caro Maestro, Italian restaurant, Valeria medico legale, La Prof, Amico mio, solo per citare alcuni titoli). Ha scritto insieme al professor Mandelli il saggio Ho sognato un mondo senza cancro.
Rossella Montemurro
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