sabato, 13 Luglio 2024

 Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’arcivescovo mons. Antonio Giuseppe Caiazzo per il prossimo Santo Natale con il programma degli
appuntamenti dell’arcivescovo nel periodo natalizio e la
lettera che mons. Caiazzo ha indirizzato agli anziani.

Carissimi,

nel periodo invernale i nostri bravi contadini, da sempre, tagliano i tralci raccogliendoli in fasci per poi bruciarli. Nel nostro Sud avviene prima che al Centro/Nord. La potatura serve e va fatta seguendo regole ben precise affinché la vite, anche se sul momento sembra piangere (così dicono i vignaioli), possa portare frutti al momento opportuno.

La vigna è una delle immagini care a Gesù. Indica la Chiesa.

Si avvicina il Santo Natale di Gesù e anche noi, come le viti, metaforicamente siamo stati potati. Sono stati tolti tutti i sarmenti, lasciando ogni vite distanziata dall’altra, spoglia, nella paura, nel dolore, nel pianto, ma pronta a germogliare dopo l’inverno e portare frutti migliori di prima. Questa vigna fino a qualche mese prima era bella a vedersi: stesa con i suoi sarmenti lungo i filari, le foglie verdi e i grappoli d’uva.

Il ritmo della nostra vita è cambiato. Ci sentiamo, a causa delle restrizioni imposte per la pandemia, spogliati: i sarmenti della nostra libertà, dello stare insieme, dell’abbracciarci, darci la mano, persino sorridere sono stati…potati. Il desiderio di ritornare con tralci nuovi che si intreccino in un unico abbraccio lungo i filari delle strade e delle nostre case, mostrando il sorriso di grappoli belli e gustosi, è immenso.

Lo avvertiamo in particolare in prossimità della celebrazione del S. Natale di Gesù! E’ per tutti una novità! La stessa celebrazione della veglia, abituati a viverla nel cuore della notte, è anticipata. Tutto questo non annulla il mistero dell’incarnazione: quest’anno lo meditiamo sicuramente nella sua vera essenza. Dio si è fatto carne e per stare in mezzo a noi si è svuotato della sua divinità, spogliandosi per ricomporre la distanza tra il cielo e la terra. Gesù, Parola fattasi carne, ci chiede di adorarlo, accompagnato dal tradizionale canto, cogliendone la terrena umanità, “al freddo e al gelo”. Nella fredda e spoglia capanna ci rivestiamo del calore, della ricchezza, della luce che splende nelle tenebre del momento presente.

Ho invitato i confratelli sacerdoti a programmare le campane per farle suonare contemporaneamente a mezzanotte. Le famiglie, nelle vostre case, potreste vivere un momento di preghiera (vi manderò lo schema) e in processione portare il Bambinello Gesù per porlo nel presepe o sotto l’albero.

Gesù nasce nel freddo impregnato di dolore di tante famiglie che sperimentano la sofferenza della malattia o della perdita di una persona cara; nella solitudine di chi è costretto a rimanere in quarantena o nelle case di riposo senza poter ricevere una visita, un sorriso, una stretta di mano; nel buio di cuori smarriti per la paura del futuro perché hanno perso il lavoro o chiuso l’attività commerciale; nel coraggio, non senza paura, di medici, infermieri, farmacisti che con amore continuano a lottare per non consegnare a sorella morte tanti fratelli e sorelle; nei tanti volontari Caritas e non che, su tutto il territorio, sono quotidianamente pronti a venire incontro alle vecchie e nuove povertà che questa pandemia ha notevolmente accentuato, seminando amore e raccogliendo germogli di gratitudine.

Attualissimo mi sembra il pensiero del grande vescovo Don Tonino Bello: «Il Natale di quest’anno ci farà trovare Gesù e, con lui, la festa di vivere, il gusto dell’essenziale, il sapore delle cose semplici, la fontana della pace, la gioia del dialogo, lo stupore della vera libertà».

Si, nasce Gesù nella nostra vita! Lo accogliamo con lo stesso amore di Maria e Giuseppe, di ogni mamma e papà che accolgono una nuova vita illuminando con il sorriso i propri occhi, incantati e commossi.

Questo è il vero presepe di cui vi parlavo nella lettera di Avvento in preparazione al Natale. Si, questo è il vero presepe, fatto di storie nostre, di oggi, dove volti e personaggi sono attuali non quelli di ieri: ognuno con la sua storia, i suoi drammi, le sue gioie, le proprie ricchezze e miserie.

A tutti voi, carissimi bambini, ragazzi, giovani, adulti, anziani auguro di vivere pienamente il mistero del Natale di Gesù. Vorrei stringervi tutti ed abbracciarvi ma…solo virtualmente, mentre vi benedico realmente.

S. Natale a tutti.

Don Pino

APPUNTAMENTI DELL’ L’ARCIVESCOVO

  1. Da mercoledì 16 Dicembre: h. 7.15 Novena di Natale e Messa nella Cappella della Basilica Cattedrale
  2. Giovedì 17 Dicembre: Invio video messaggio per tutti gli anziani e residenti Case di riposo, RSA
  3. Venerdì 18 Dicembre: S. Messa chiesa S. Francesco d’Assisi con la presenza della Coop. Auxilium; h. 16.00 Visita alla “Casa del Giovane”
  4. Domenica 20 Dicembre: S. Messa chiesa Madre a Ferrandina
  5. Lunedì 21 Dicembre: in mattinata Visita alla Comunità “Frate Sole” di S. Maria d’Irsi e alla Comunità “Emmanuel” di Salandra
  6. Martedì 22 Dicembre: h. 10.00 incontro con messaggio all’AIAS su piattaforma digitale
  7. Mercoledì 23 Dicembre: Invio Video Messaggio ai residenti della REMS di Tinchi
  8. Giovedì 24 Dicembre: h. 07.00, Novena e S. Messa Parrocchia S. Antonio – Matera
  9. Giovedì 24 Dicembre: h. 19.30, Veglia e, a seguire, S. Messa solenne del Natale di Gesù nella Basilica Cattedrale
  10. Venerdì 25 Dicembre: S. Natale di Gesù, S. Messa h. 9.00 presso la Casa Circondariale di Matera; h. 11.00 solenne Pontificale nella Basilica Cattedrale
  11. Domenica 27 Dicembre: S. Famiglia. S. Messa h. 10.00 presso la Cappella dell’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera con messaggio agli ammalati, a tutti i medici, infermieri e personale sanitario; h. 18.00 S. Messa Concattedrale di Irsina
  12. Lunedì 01 gennaio: Inizio del nuovo anno conVideo messaggio ai giovani
  13. Giovedì 31 Dicembre: h. 18.00 TE DEUM di ringraziamento Basilica Cattedrale
  14. Domenica 03 Gennaio: h. 10.00 S. Messa Cappella Suore del S. Cuore
  15. Martedì 05 Gennaio: h. 18.30 S. Messa Parrocchia S. Paolo Apostolo – Matera – e conferimento del ministero istituito del Lettorato al Sem. Antonello Petrocelli
  16. Mercoledì 06 Gennaio: h. 11.00 S. Messa Basilica Cattedrale con conferimento del ministero istituito del Lettorato al Sem. Stefano Casamassima e rito di Ammissione all’Ordine Sacro per il Sem. Davide Fusiello.

LETTERA AGLI ANZIANI

Qui il videomessaggio di mons. Caiazzo: http://www.diocesimaterairsina.it/messaggio-a-fratelli-e-sorelle-anziani-in-vista-del-santo-natale-2020/

Carissimi fratelli e sorelle anziani che vivete da soli nelle vostre case o con i vostri familiari, oppure nelle RSA, mi rivolgo a voi augurandovi Santo Natale!

Quest’anno, a differenza degli altri anni, non potrò venire a celebrare la S. Messa o vivere alcuni momenti di festa nelle diverse sedi quali il Brancaccio, il Centro Anziani Uniti, il Centro Anziani dell’Immacolata, le diverse sedi di anziani un po’ presenti in tutti i paesi della nostra Arcidiocesi.

Questo non mi impedisce di essere lo stesso presente.

Anzi, quest’anno posso ampliare i confini ed entrare nelle case dove siete presenti e vi apprestate, da soli o con un numero limitato di familiari, a vivere le prossime festività.

Anche Gesù è nato lontano e fuori da un contesto di festa come di solito avviene per la nascita di un bambino. Lontano da casa, lontano da luci artificiali, da nenie, senza panettone e spumante e senza i tanti dolci natalizi tradizionali.

Eppure Gesù trova la ricchezza del sorriso di sua Madre, Maria e la gioia di suo padre, Giuseppe. Attorno a loro c’è solo il calore delle bestie che condividono gli stessi spazi. Solo dopo arriveranno i pastori, anch’essi emarginati e lontani dalla gente, perché considerati impuri, dannati. Per primi godranno della gioia di contemplare la luce di Dio.

Maria sola e senza il conforto e l’assistenza di nessuno, vive il travaglio del parto con accanto Giuseppe, impaurito, inesperto ma fiducioso nell’aiuto di Dio. E’ lo stesso travaglio che tutta l’umanità sta vivendo ormai da circa un anno e che ci insegna che dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri sempre e non solo durante le emergenze. Travaglio che deve necessariamente generare vita nuova.

La maggior parte di voi siete genitori, nonni. Eppure mai come in questo momento state avvertendo il bisogno di godere della presenza dei vostri affetti che in tanti casi vi mancano. Voi siete quelli che soffrite più di tutti gli altri: vi mancano lo sguardo dei figli, dei nipoti, una stretta di mano, una carezza, un bacio, un abbraccio. Tutti ne sentiamo il bisogno. E’ inutile negarlo: ci mancano i gesti della tenerezza, dell’amore vissuto di piccoli ma fondamentali contatti.

In questo lungo tempo siete particolarmente presenti nella mia preghiera e vi penso ai piedi della mangiatoia di Betlemme che oggi per voi assume nomi diversi: RSA, ospedali, cliniche, case. In questi luoghi nei quali soffrite per tante ristrettezze, il Dio Bambino vi sorrida, vi ridoni luce aprendovi alla speranza.

Nella tradizione cattolica, attingendo ai Vangeli apocrifi, conosciamo due nonni particolari, quelli di Gesù: Gioacchino e Anna, genitori di Maria. Vi affido alla loro intercessione e alla preghiera di Maria e Giuseppe, mentre invoco su di voi e le vostre famiglie la benedizione di Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo.

Vi abbraccio uno per uno nell’attesa di poterlo fare di persona e auguro S. Natale a tutti.

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