Da Vladimir Majakovskij a David Foster Wallace, da Cesare Pavese a Virginia Woolf: L’ultima pagina (Iacobelli Editore) di Susanna Schimperna racconta le storie di venticinque scrittrici e scrittori che hanno posto fine alla loro vita. Persone molto diverse tra loro anche rispetto al tema della morte.  C’è chi aveva perseguito razionalmente l’atto finale del suicidio passando il tempo a teorizzarlo; chi sembra non aver resistito a una serie di disgrazie terribili; chi portava in sé un dolore emotivo che temeva inguaribile. Elemento comune, una insopportabile sofferenza che troppo spesso e irrispettosamente è stata etichettata come “depressione”.

Raccontare queste esistenze è un atto di riconoscenza per gli scritti che ci sono stati lasciati, e insieme un atto di riparazione per l’ipocrisia di una società che ritenendo il suicidio un gesto inaccettabile continua a operare intorno a esso ogni sorta di manipolazione, dall’occultamento alla sottovalutazione, quando non arriva addirittura all’ostracismo riguardo alle opere e alle figure dei suicidi.

Susanna Schimperna è giornalista, scrittrice, autrice e conduttrice di programmi radiotelevisivi, astrologa. Tra i suoi libri, CastitàFeetLe amicizie amoroseAbbandonati e contentiPerché gli uomini mentonoPiccolo dizionario dell’ErosCattivi PensieriIl mio Volo Magico con Claudio Rocchi, Eterne adolescenti, Coincidenze d’amore.

Pubblicità
Pubblicità