domenica, 21 Luglio 2024

C’è una “battuta” di François Mauriac che mi ha fatto sempre riflettere.

François Mauriac nasce a Bordeax l’11 ottobre 1885 e muore a Parigi il Primo settembre 1970.

Nel 1952 vinse il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: “Per il profondo spirito e l’intensità artistica con la quale è penetrato, nei suoi romanzi, nel dramma della vita umana”.

La frase è la seguente: “Crediamo che Dio non ascolti le nostre domande. In realtà siamo spesso noi che non ascoltiamo le Sue risposte”.

Infatti, se voi riflettete, le nostre preghiere sono costantemente appelli destinati a sollecitare l’attenzione di Dio perché ci soccorra dall’esterno, ad esempio negli affari, negli studi, nella salute, nella fortuna, nella serenità, nella felicità, ecc.

Dio invece vuole offrirci qualcosa di più grande e direi di più profondo, perché vuole entrare nel nostro cuore donandoci il suo cuore.

In questo momento mi viene in mente una considerazione del grande Tolstoj che dice così:  “Gli uomini pregano Dio di soccorrerli dall’esterno, ed Egli è sempre pronto ad aiutarli in loro stessi.

Se soltanto credessero in Lui, a questo Dio interno, e gli dessero la possibilità di aiutarli!

Ma gli uomini non gli danno questa possibilità: si comportano proprio come un pazzo che, desiderando di uscire, sbatte, chiudendola, quella porta che gli apre altre”.

San Matteo chi ricorda che Gesù ci ha ammoniti dicendo: “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia e tutte le altre cose ci saranno date in aggiunta”.

Ma già il profeta Isaia aveva gridato: “I pensieri di Dio non sono i nostri pensieri, le nostre vie non sono le sue vie”.

Però una cosa è certa: Dio ci aiuta attraverso vie apparentemente sconcertanti.

Adesso leggete con me le immagini significative dette da Gesù che San Luca scrive nel suo Vangelo: “Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”.

Nicola Incampo

Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

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