sabato, 13 Luglio 2024

Un libro che fa riscoprire un protagonista assoluto degli ultimi cinquant’anni della storia della Basilicata e in particolare di Aliano.

Il racconto dell’impegno sociale di don Pierino Dilenge, sin dagli anni Settanta parroco di Aliano, viene proposto nel libro di Emilio Salierno dal titolo “Il 36esimo confinato” (Gangemi Editore International), che da settembre prossimo verrà presentato in Italia, a cominciare dalla Basilicata.

“Un prete rivoluzionario nei luoghi di Carlo Levi” è il sottotitolo del volume che sarà lanciato a settembre anche nella versione in lingua inglese.

L’ambito della proposta letteraria raggruppa il meridionalismo, il mito leviano, ma soprattutto il Sud che si riscatta ed è protagonista. Al centro del libro c’è un prete cattolico, ma non è una biografia nel senso stretto: attraverso il racconto della vita e delle peripezie di questo “strano sacerdote” anti-sistema che fa pensare ai religiosi della Teologia della liberazione, emerge lo spaccato di una realtà meridionale diversa dall’immaginario collettivo, dove si realizzano percorsi alternativi, sostenibili, orientati alla sperimentazione del benessere, aprendosi alla identità vissuta e a una bellezza declinata in termini nuovi.

L’esempio dell’Italia dei paesi, forse l’Italia giusta perché è unica e può valorizzare i propri miti, senza dover copiare nessuno. Nuovi modi di vivere e di abitare, il senso è questo, dove il valore non è sempre correre, ma fermarsi, dove non bisogna allinearsi a tutti i costi.

Il libro di Emilio Salierno, giornalista, al suo secondo libro dopo il primo dedicato alle vicende di una influente donna cinese (“Io sono l’elemento di mezzo”, Rubbettino editore), consente di scoprire l’esperienza rivoluzionaria di un uomo religioso in un borgo dimenticato da Dio e dagli uomini. Soprattutto chi ha letto il “Cristo si è fermato a Eboli” di Levi può ora scoprire in che modo un uomo del nostro tempo dà vita ad un’esperienza visionaria nel paese che fu di Carlo Levi e come il lascito di un passato buio è oggi ricchezza da coltivare con equilibrio, rispetto della storia e lungimiranza. Le realtà come Aliano e il valore delle proposte che da loro possono arrivare sono attualissime, mai come in questa fase in cui il mondo è alle prese con gli effetti del Coronavirus. Se la pandemia globale rappresenta uno sconvolgimento, allo stesso tempo fa scattare la necessità di una sorta di migrazione al contrario, dalle città verso zone dalla densità abitativa meno opprimente.

La crisi della società moderna, i problemi dell’affollamento urbanistico e dei modelli disumanizzanti impongono la rivalutazione delle aree decentrate e dei luoghi spopolati.

Il libro è sostenuto dal Circolo culturale Nicola Panevino, dedicato al magistrato antifascista, di origini alianesi, di cui è presidente don Pierino Dilenge.

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