martedì, 23 Luglio 2024

“Tanto era il buio entrato in lei, ma in qualche modo, in gran parte, era riuscita a trasformarlo in fuoco, in passione ardente per la vita. L’oscurità era precipitata nei recessi della sua anima e lei aveva imparato a conviverci, a non agitarla come avrebbe fatto con un veleno. Lasciava che si adagiasse sul fondo, però c’era, la sentiva sollevarsi di tanto in tanto come un vapore tossico”.
C’è un nuovo caso da risolvere per uno dei commissari di polizia “letterari” più belli, dalla personalità suggestiva e complessa: in Ninfa dormiente (Longanesi), Teresa Battaglia – collerica, sanguigna e in lotta con un dramma personale – è alle prese con un particolarissimo e intricato cold case.
Dopo Fiori sopra l’inferno – l’esordio italiano del 2018 che ha stregato i lettori –, Ilaria Tuti racconta un’altra storia singolare, inquietante, piena di suspense e colpi di scena, popolata da personaggi disparati – ciascuno si porta dietro un segreto (come Teresa), un dolore non rimarginato (come l’ispettore Marini), un passato torbido (come il questore Lona) …
Questa volta per Teresa, specializzata in profiler, non sarà semplice dare la caccia all’assassino perché si tratta di un omicidio avvenuto decenni prima, nel 1945. L’unico indizio è il quadro di un pittore da tempo muto e in stato semi vegetativo: quel quadro, La ninfa dormiente, ritrae una ragazza bellissima, un volto così espressivo da sembrare reale. Quella donna è dipinta con il sangue.
Dall’autore prende inizio un’indagine che, con frequenti tuffi nel passato, porta Teresa e i suoi uomini a toccare con mano il male, a esplorare le zone più oscure dell’anima, a immergersi nella natura quasi sacra del bosco, a contemplare riti sciamanici, a scoprire i lati più bui del matriarcato, a mettersi in gioco fino a sfiorare l’assassino e a essere risucchiati in una scia di sangue che, dagli anni della seconda guerra mondiale arriva fino ai giorni nostri.
Affianca Teresa sempre l’ispettore Marini, questa volta dilaniato nel privato: la sua ex aspetta un figlio ma lui, che convive con una tragedia familiare mai rivelata ai suoi superiori, è convinto di non essere all’altezza. Per le indagini, Teresa chiede anche l’aiuto di Blanca, una non vedente proprietaria di Smoky, un cane addestrato nella ricerca di cadaveri.
Ai problemi di salute del commissario Battaglia (diabetica e affetta da una malattia degenerativa che giorno dopo giorno le affievolisce la speranza di essere sempre lucida ed efficiente sul lavoro) si aggiunge Albert Lona, il nuovo questore e suo ex collega che ha un conto in sospeso con lei e la convinzione di fargliela pagare una volta per tutte.
Ilaria Tuti fa inoltrare la sua protagonista in un mondo altro, la lascia in balìa dei suoi demoni e regala al lettore un thriller sublime: “Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa”.
 La Tuti ogni tematica non la affronta mai con leggerezza: ogni cosa è circostanziata, ogni dettaglio è un tassello che bisogna saper cogliere, ogni psicologia umana è setacciata a fondo. C’è un momento in cui si è convinti di aver intuito chi è l’assassino e già una pagina dopo l’autrice, complice la tensione alle stelle, riesce a confutare le nostre opinioni.
Singolare la descrizione del commissario Battaglia (nomen omen), chiusa nelle sue contraddizioni – tenace, sboccata, polemica eppure fragilissima e profondamente umana se c’è da aiutare uno dei suoi uomini.
Insomma, con Ninfa dormiente la Tuti ha confermato in pieno un talento che già in Fiori sopra l’inferno lasciava davvero poco spazio ai dubbi.
Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Da ragazzina voleva fare la
fotografa, ma ha studiato Economia. Ama il mare, ma vive in montagna. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Il suo romanzo d’esordio, Fiori sopra l’inferno (Longanesi 2018), è stato un vero e proprio caso editoriale in Italia e all’estero, selezionato
come Crime Book of the Month dal Times nel marzo 2019.
Rossella Montemurro

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