martedì, 16 Luglio 2024


Cinico, provocatore, maschilista, depresso, rassegnato… è questo il ritratto che emerge di Florent-Claude Labrouste, il 46enne funzionario del ministero dell’Agricoltura protagonista di Serotonina(La Nave di Teseo, traduzione di Vincenzo Vega), il nuovo romanzo del controverso Michel Houellebecq uscito da pochi giorni anche in Italia.

La pubblicazione è stata preceduta dall’assoluto riserbo sulla trama.

Il titolo si riferisce all’ormone della felicità, la serotonina, che Florent-Claude è costretto a prendere con il Captorix proprio per contrastare la depressione. La felicità, però, è purtroppo barattata con l’assenza di desiderio: “Gli effetti secondari indesiderabili del Captorix riscontrati più spesso erano la nausea, la scomparsa della libido, l’impotenza. Io non avevo mai sofferto di nausea”.

Fin dalle prime pagine viene fuori il caratteraccio di Florent-Claude, alla ricerca di un escamotage per lasciare Yuzu, la sua compagna (che ormai detesta), una giapponese più giovane di lui con la quale condivide un appartamento alla periferia di Parigi. Non riesce a dimenticare Camille, forse l’unica donna che abbia mai davvero amato – e che non ha avuto il coraggio di far rimanere accanto: i ricordi dei momenti passati insieme irrompono quando meno se lo aspetta, facendolo piombare in una nostalgia terribile.

Tutte le sue altre storie, fugaci e superficiali, non reggono il confronto con quella vissuta con Camille: questa ragazza, all’epoca neanche ventenne, è un fantasma onnipresente nella quotidianità di Florent-Claude. Ed è questo, forse, l’unico spiraglio di sensibilità in un personaggio decisamente spigoloso, che ama pontificare su ogni cosa, comprese la crisi dell’industria agricola francese che non resiste alla globalizzazione e la deriva della classe media.

Le lunghe, ma mai noiose o banali, dissertazioni – ci sono anche avvisaglie dei gilet gialli – che giungono dalla voce caustica di Florent-Claude hanno tuttavia lo stile pungente e raffinato di Houellebecq che, qualsiasi argomento affronti, lo fa sempre in modo coinvolgente.

In Francia Serotonina  ha già scalato le classifiche di vendita con oltre 300mila copie vendute eppure, rispetto ai precedenti romanzi del “profeta” – nel 1999 con Le particelle elementari(Bompiani) la clonazione, nelle sue pagine, era realtà; quattro anni fa Sottomissione(Bompiani, il romanzo, che solo nelle librerie francesi ha venduto 800mila copie, diventerà presto una fiction firmata dal regista Guillaume Nicloux, grande amico di Houellebecq) in cui raccontava di una Francia “islamizzata”, uscì lo stesso giorno della strage a Charlie Hebdo – manca quel qualcosa che ha sempre contraddistinto le sue opere.

Houellebecq (1956), scrittore, poeta e saggista francese, ha pubblicato, tra i suoi romanzi, Estensione del dominio della lotta (2000), La possibilità di un’isola (2005), divenuto un film con la regia dell’autore nel 2008, La carta e il territorio (2010) con cui ha vinto il Premio Goncourt nello stesso anno. Delle raccolte poetiche ricordiamo La vita rara. Tutte le poesie (2016) e dei saggi quello scritto con Bernard-Henri Levy, Nemici pubblici (2009). Presso La Nave di Teseo ha pubblicato In presenza di Schopenhauer (2017). 

Rossella Montemurro

  

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