venerdì, 12 Luglio 2024

Sarà presentato a Matera, nella Camera di Commercio alle 16, il 5 maggio prossimo il volume dal titolo “Matera, la Basilicata e le Ferrovie dello Stato – Storie di autolesionismo e di ritardi di una regione del Sud” (pagg. 285, Stampa IMD Lucana/Pisticci – 2023) curato da Nicola Pavese, con prefazione della giornalista Carmen Lasorella, che interverrà all’incontro.  Nel testo viene affrontata la questione ferroviaria che interessa il territorio del Materano e in particolare la Città dei Sassi, unico capoluogo d’Italia a non essere ancora collegato con le Ferrovie dello Stato, viene affrontata nel volume. L’intellettuale e noto pittore lucano, allievo di Luigi Guerricchio (del quale ha inserito alcune illustrazioni nel volume), da sempre unisce alla riconosciuta attività artistica un attivo impegno nell’associazionismo culturale e sociale attraverso la promozione della cultura e del territorio della nostra regione. Il saggio di Pavese, che lo ricordiamo da presidente dell’Associazione “Matera Ferrovia Nazionale” si è molto battuto per la realizzazione della linea ferroviaria Ferrandina – Matera, diventa il pretesto per riflettere anche sulla Basilicata di oggi con le sue tante contraddizioni e problematiche che vanno dalla disoccupazione, alla desertificazione dei territori con lo spopolamento dei paesi e l’emigrazione di tantissimi giovani verso il Nord Italia e l’estero. In tale contesto il curatore chiama in causa la politica che, egli sostiene, nei decenni non si è preoccupata di dare il giusto sviluppo a questa terra ricca di straordinarie risorse che vanno dalle emergenze culturali, turistiche e naturali, all’acqua e non ultimo al petrolio. Pavese nell’introduzione sottolinea l’irrinunciabile funzione sociale, culturale e turistica della ferrovia.  Inoltre, rileva che il volume è stato realizzato a oltre 120 anni dalla visita in Basilicata (1902) del presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli il quale prese l’impegno di far arrivare la ferrovia a Matera. Essa giunse poi nella Città dei Sassi a seguito della legge del 1904, approvata dopo la dipartita di Zanardelli e modificata così che le ferrovie furono realizzate a scartamento ridotto e tali, purtroppo, ancora oggi sono rimaste (linea Bari-Matera delle Ferrovie Appulo Lucane). Carmen Lasorella nella prefazione riporta come questo libro arricchito da attente ricerche e documentazione, articoli, dettagli, citazioni, racconti, riflessioni e preziose fotografie: “ La storia – scrive la giornalista- viene raccontata da Nicola Pavese che di mestiere ha fatto il professore, con il talento della pittura, e che con tanti altri illuminati cittadini materani si batte da sempre per realizzare un obiettivo possibile, logico e assolutamente dovuto, in un contesto regionale indifferente che non coltiva il progresso”.  Un testo di denuncia, quindi, che viene pubblicato alla vigilia della ripresa dei lavori sulla linea ferroviaria Ferrandina – Matera nell’auspicio che sia utile a dare vita ad ulteriori conquiste per il territorio materano a partire dalla prosecuzione verso la Puglia per collegare la dorsale Tirrenica a quella Adriatica. Da segnalare in chiusura i contributi e le testimonianze a vario titolo da parte di Marco Grieco, Francesco Paolo Di Caro, Giovanni Caserta, Giuseppe Vinciguerra, Leonardo Pinto, Michele Vizziello, Lorenza Rota, Antonio (Ninì) Zagaria, Erminia D’Adamo, Michele Rutigliano, Francesco Ambruso, Felice Lafranceschina, Vito Cambio/Nicola Ventura e Francesco Laurenzana.

Filippo Radogna

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