lunedì, 22 Luglio 2024

“Non è il tipo di persona da smettere di amare qualcuno solo perché ama qualcun altro. Né di amare perché è stanca di sentirsi sola. Un nuovo amore non esclude necessariamente il precedente. Può essere fine a se stesso. Una vertigine irrefrenabile”.

Struggente, poetico, emotivamente forte: Danzando sull’orlo dell’abisso (DeAPlaneta, traduzione di Tania Spagnoli) di Grégoire Delacourt è una vertigine, è una storia che stordisce. Emma, la protagonista quarantenne, sembra avere tutto: una vita tranquilla, tra alti e bassi con un marito che la adora e tre figli. Ma basta un attimo, basta lo sguardo di uno sconosciuto in una brasserie, a far vacillare ogni certezza. In quegli occhi lei annega e, giorno dopo giorno, prende coscienza che la quotidianità la soffoca, che ciò che la farebbe star bene è altro. È quello sconosciuto dai modi garbati con cui non riesce ad andare oltre le occhiate furtive fin quando non iniziano a parlarsi – con discrezione, dandosi del lei e bruciando, entrambi, di passione perchè, proprio come accade solo nelle favole, tutti e due scoprono di piacersi e decidono di abbandonare le rispettive famiglie.

È un attimo, appunto: Emma decide di lasciare il marito e figli e raggiungere Alexandre. Soggiogata da un’infatuazione fortissima, è insensibile alle lacrime della figlia più piccola, al marito che la prega di ripensarci. Per lei “il presente è l’unica eternità possibile.” La sua è una scelta di pancia che non tiene conto delle conseguenze ed è come se rinnegasse il passato.

“Vogliamo solo perderci. Cerchiamo la caduta.

Quella che fa spuntare le ali. La sublime illusione. Sogniamo tutti un istante perfetto.

La traiettoria meravigliosa che conduce all’annientamento”.

Diventa terribilmente egoista – del resto, nessuno ha mia pensato a lei, alle sue esigenze -, si ribella alla madre che l’avrebbe voluta sempre estremamente morigerata e va incontro a un destino che sembrava scintillante ma che si rivelerà crudelmente beffardo: Emma, dall’apice della sua serenità sprofonderà, di colpo, in un tunnel di dolore.

Leggere Danzando sull’orlo dell’abisso significa diventare tutt’uno con la protagonista e le sue emozioni, le sue scelte – al di là del fatto che possano essere condivise o meno. Significa avere la pelle d’oca per uno stile di un’eleganza e una dolcezza fuori dal comune.

Delacourt, autore da due milioni di copie nel mondo, in queste pagine è riuscito a rispondere a una domanda cruciale: che cosa rischi quando decidi di rischiare tutto?

È meglio accontentarsi della routine, per quanto possa essere povera di emozioni, o lanciarsi nel vuoto?

Grégoire Delacourt è pubblicitario e autore di numerosi racconti e romanzi, tutti pubblicati in Francia da JC Lattès. Il suo maggior successo, Le cose che non ho, ha superato il milione di copie vendute nel mondo ed è diventato un caso letterario internazionale.

Rossella Montemurro
Pubblicità

Pubblicità
Copy link
Powered by Social Snap