mercoledì, 17 Luglio 2024

Tragedia a Nova Siri, perdono la vita due Vigili del Fuoco

Stavano mettendo in salvo una famiglia che si trovava in un'abitazione minacciata dalle fiamme Nicola Lasalata e Giuseppe Martino, i due Vigili del Fuoco originari di Matera, che hanno perso la vita nel pomeriggio di oggi durante le operazioni di...

Pubblichiamo la lettera con la quale il dottor Cesare Monaco ringrazia il personale della lungodegenza dell’ospedale di Tricarico, per la cura avuta nei confronti della sorella deceduta di recente nell’ospedale.

A pochi giorni dalla dipartita della mia cara sorella, Felicita Monaco, avvenuta il 18 u.s. nella UOS Dipartimentale di Lungodegenza dell’Ospedale di Tricarico, dove era ricoverata dal 2014, dopo un peregrinaggio in varie strutture sanitarie di Puglia e Basilicata per la sua patologia cerebrale cronica, sento il bisogno di esprimere i sensi della mia profonda gratitudine e quelli della mia famiglia, a tutto il personale medico, infermieristico ed ausiliario per la loro vicinanza e l’amorevole assistenza, dedicatale per quasi un decennio.

 In particolare, ringrazio la Responsabile Direttore Medico Dott.sa Domenica Gagliardi di grande professionalità ed umanità, il dr. Nicola Lioi sempre attento e disponibile, le coordinatrici infermieristiche, le infermiere/i professionali, gli operatori Socio Sanitari che meriterebbero di essere tutti citati di persona per la loro umanità e dedizione, se la memoria me lo avesse consentito.

Non posso tralasciare in questa citazione il personale che si è avvicendato in questo decennio, come dr. Emanuele Paolicelli già Primario della Unità Operativa Semplice Dipartimentale che accolse per primo la paziente e il dr. Luigi Lonigro, già Primario di quel Reparto, sincero amico, professionista di rara competenza e benevolenzae la dott.sa Domenica Giannotta, attenta ed esperta professionista nonché tutto il numeroso personale infermieristico ed ausiliario che l’ha accudita amorevolmente in tutti questi lunghi anni di martirio, cessati con la morte liberatoria, presaga di una vita migliore (S. Agostino).

Per tutti costoro, che nei tempi della recente pandemia, qualcuno coniò l’aforisma che “talora gli angeli vestono camici bianchi e casacche multicolori” (sic!), si può certamente asserire che quegli Angeli non sono volati via ma sono ancora lì accanto agli sfortunati fratelli, donando le loro fatiche e tenere carezze.

Sono scolpite nella mia mente e nel mio animo le manifestazioni di partecipazione ed affetto che il personale sanitario, infermieristico ed ausiliario ha voluto spontaneamente manifestare in occasione della Sua dipartita. come se si trattasse di una componente del nucleo familiare. 

Sì, lo hanno detto loro stessi: Felicetta era parte di quella famiglia di altri sventurati esseri umani, tenuti in vita e amorevolmente curati ed assistiti, nonostante la Scienza attualmente ne esclude il recupero, ma seguendo solo i principi del giuramento ippocratico “di attenermi ai principi morali di umanità e solidarietà… mi asterrò dal recar danno e offesa… non somministrerò ad alcuno farmaco mortale…mi adopererò per il sollievo dei malati…”  rifuggendo quindi da scelte personali inerenti il diritto alla vita o alla morte che appartiene solo al Creatore, ma che taluni invocano, come l’eutanasia e l’opposto accanimento terapeutico, facile soluzione per queste patologie senza speranza di recupero.   

Se la nostra cara sorella è vissuta, pur con le sue importanti disabilità, per quasi un decennio, il merito è di quel Reparto e del personale straordinario che meriterebbe che gli fosse riconosciuto e valorizzato l’oscuro e difficile lavoro, fatto di sacrifici di dedizione e amore, pur tra le immancabili difficoltà del Sistema Sanitario Nazionale che dimentica la derelitta Regione Basilicata. Occorrerebbe maggior impegno per rafforzare questa fondamentale, encomiabile e validissima struttura.

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