lunedì, 15 Luglio 2024

Leggere I giorni di Vetro (Einaudi) di Nicoletta Verna significa immergersi nell’atmosfera di un secolo fa respirandone i contrasti, assistendo a storie individuali che che si intersecano con la Storia, “ascoltando” il linguaggio del tempo. È un romanzo dalla trama fitta, dura, così forte emotivamente da non lasciare indifferenti. Nella prima parte è narrato in prima persona da Redenta, prima figlia nata viva da una coppia che più che sull’amore si regge sull’astio e sulla voglia reciroca di vendetta – la mamma di Redenta aveva accoltellato il padre dopo un tradimento, poco prima del matrimonio. Il cinismo e la brutalità sono scene di vita quotidiana. Redenta nasce il giorno del delitto Matteotti, a Castrocaro. Nasce per l’intercessione di una sorta di “guaritore” che però aveva avvertito la madre: la piccola avrà la scarogna. Con un marchio così, e con gli occhi di tutti addosso, pronti a scommettere che la bambina vivrà solo pochi mesi, Redenta invece cresce, accudita dalla nonna insieme ad altri bambini. È con Bruno, un ragazzino un po’ più grande, che stringerà un’amicizia particolare, nonostante lei il mondo si limiti a osservarlo, a coglierne le incongruenze, perché preferisce non parlare.

La polio infligge un altro colpo alla bambina, zoppicante ed emarginata, mentre il Ventennio incombe, ammantato di violenza. Redenta, ormai donna, aspetta Bruno, con la sua promessa di sposarla malgrado la “gamba matta”: ma Bruno è scomparso e a prenderla in moglie è il gerarca Vetro. Altre crudeltà, altro sadismo per Redenta, votata però a sacrificarsi per gli altri, come quando si imbatte in Iris – seconda voce narrante –, partigiana nella banda del leggendario comandante Diaz.

«Ho scelto di raccontare il passato per parlare della violenza del presente. – ha dichiarato l’Autrice – Il tema principale del romanzo è la violenza come primordiale e inevitabile forma di interazione fra gli esseri umani. Questa violenza nel distruggere determina il progresso: l’evoluzione è sopraffazione, dunque violenza. […] Qualunque invenzione presente nel romanzo è sottoposta al rigido vincolo della verità storica frutto di una corposa ricerca».

I giorni di vetro è un romanzo storico intenso, con una prosa bellissima, a dispetto delle vicende descritte che lasciano senza parole.

Nicoletta Verna (Forlì, 1976) nata a Forlì nel 1976, è laureata in Scienza della Comunicazione. Ha tenuto corsi su teorie e tecniche della comunicazione ed è autrice di saggi sui media, collaborando inoltre all’Enciclopedia Garzanti della radio. Ha scritto racconti per le riviste Pastrengo, Carie letterarie, Narrandom e Risme. Ha pubblicato per Einaudi Il valore affettivo (2021 e 2024), che ha avuto la menzione speciale al Premio Calvino e ha vinto il Premio Severino Cesari e il Premio Massarosa.

Rossella Montemurro

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