martedì, 16 Luglio 2024

“Era un bambino spietato e allo stesso tempo dolcissimo. Fiducioso e diffidente in egual misura. Ti poteva fare la guerra per una nocciolina o ricoprirti di baci con la stessa facilità”.

Così era Mauro Romano. Aveva sei anni il 21 giugno 1977, stava giocando di fronte alla casa dei nonni, nel Salento. Lui non si allontana mai, eppure quel pomeriggio d’estate di 44 anni fa scompare. Si perde nel nulla, fagocitato fra la polvere e il mare. Per quarant’anni i genitori di Mauro lo cercano ovunque.

Storia di una scomparsa (Fandango) di Carmine Gazzanni e Sara Piccinni è la cronaca rapimento più lungo al mondo contraddistinta in quasi mezzo secolo dall’omertà di un’intera comunità religiosa, la Congregazione dei testimoni di Geova – come riconosciuto in due archiviazioni –, dagli errori della magistratura e degli investigatori (soprattutto nei primi anni) e dai silenzi delle istituzioni (specie nel troppo timido rapporto con gli Emirati Arabi).

Mauro aveva i capelli biondi e lisci, gli occhi scuri. Ha una cicatrice sull’occhio sinistro, e una bruciatura sulla mano destra. Un giorno di primavera, i genitori notano sulla copertina di un giornale di cronaca rosa la fotografia di un uomo abbracciato a una nota showgirl. È un emiro arabo, figlio di uno degli uomini più ricchi e potenti di tutto il pianeta: per i coniugi Romano quell’uomo ha qualcosa di famigliare. E ha anche una cicatrice sull’occhio sinistro, e una bruciatura sulla mano destra… E se fosse lui?

Per quanto questa storia possa sembrare incredibile, precisano gli autori, è completamente vera. È un resoconto appassionato e appassionante, a metà fra l’inchiesta e il romanzo: con uno stile semplice e diretto Piccinni e Gazzanni mettono insieme documenti inediti, rivelazioni e interviste (tutto il materiale relativo al testo o è stato ricavato attraverso un lungo lavoro da documenti esclusivi, interrogatori, perizie, intercettazioni e registrazioni agli atti o è frutto di interviste, colloqui e confessioni private dei diretti interessati). Nulla è lasciato al caso in una ricostruzione precisa di questo incredibile “cold case con al centro un bambino scomparso da molto tempo, la testimonianza confidenziale di un figlio che inchioda il padre, le indagini approssimative, un ergastolano che racconta delle verità inquietanti, due genitori che credono di sapere chi sia: un ricco arabo. Se a scrivere la vicenda fosse stato uno sceneggiatore, non avrebbe potuto fare di meglio; peccato che questa sia la dolorosa realtà”.

Leggendo Storia di una scomparsa si scopre un insieme di cose che, spiegano gli autori, “hanno prima condizionato la ricerca della verità e poi lasciato una mamma, un padre, una famiglia senza risposte certe. E che hanno forse compromesso per sempre il destino di Mauro”.

Nel volume sono citati anche i casi delle piccole Denise Pipitone e Angela Celentano e delle gemelle Alessia e Livia Schepp, storie che si sono imposte all’attenzione mediatica e che periodicamente tornano con presunte novità.

Storia di una scomparsa è dedicato a Mauro Romano e alla sua famiglia, che negli ultimi quarantaquattro anni non ha mai smesso di cercare la verità.

Flavia Piccinni ha pubblicato tre romanzi e un reportage sulla ’ndrangheta. Coordinatrice editoriale della casa editrice Atlantide, è parte della redazione di Nuovi Argomenti. Autrice di documentari per Rai1 e Radio3 Rai, scrive su diversi giornali. La sua inchiesta Bellissime ha suggerito una proposta di legge, ha ispirato l’omonimo film documentario ed è stato insignito di numerosi riconoscimenti, fra cui il Premio Croce.

Carmine Gazzanni è un giornalista, scrive per La Notizia, Panorama, Donna Moderna. In passato ha collaborato con Presa Diretta (Rai3), L’Espresso, Left e Narcomafie. Attualmente lavora a Rai1. Dalle sue inchieste sono nate svariate interrogazioni parlamentari. Ha vinto, fra l’altro, il Premio Pietro di Donato.

I due autori hanno firmato insieme Nella setta (premiato con significativi riconoscimenti, fra cui il Premio Mattarella Giornalismo e il Premio Europeo Giornalismo Investigativo) e Sarah entrambi Fandango.

Rossella Montemurro

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