martedì, 23 Luglio 2024

Oggi 13 Aprile 2022, l’Amministrazione comunale ha voluto riconoscere il grande impegno e la grande generosità offerta da Giuseppe Fontanarosa, Michele Ragone e dall’Associazione Open Solidarietà Matera, rappresentata nell’occasione da Nicoletta Ricciardi per le attività poste a sostegno dei profughi dell’Ucraina ed in particolare dei bambini e delle loro famiglie. In particolare Giuseppe Fontanarosa, Michele Ragone con la collaborazione di Open Solidarietà Matera sono riusciti a portare al confine, prodotti alimentari e sanitari, per l’esattezza 500 kg di prodotti alimentari, 100 kg di farmaci , 75 kg di prodotti per l’igiene personale e 75 kg di altro materiale utile.

I dettagli del viaggio sono presenti in un avvincente diario di bordo redatto da Fontanarosa e Ragone (in allegato).

Il Sindaco Bennardi con gli assessori Valeria Piscopiello delle politiche sociali e Michelangelo Ferrara alla sicurezza e protezione civile ha offerto una targa esprimendo viva stima e riconoscimento per l’attività svolta.

Come afferma Papa Francesco – ricorda il Sindaco Bennardi – non dobbiamo mai dimenticarci che il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore.

Il gesto di Giuseppe e Michele dei tanti volontari di Open Solidarietà Matera, nasce in modo genuino e disinteressato, si perpetua spesso nel silenzio è segno di genuino altruismo civico e generosità d’animo, tipico della comunità materana per altro che hanno ben rappresentato.

Pubblichiamo il diario di viaggio (31/3/22-3/4/22) di Michele Ragone e Giuseppe Fontanarosa:

Quando nasce l’idea di portare concretamente aiuto ai bambini in Ucraina, Michele Ragone trova da subito una sponda perfetta tra i suoi amici di sempre. Quindi con Giuseppe Fontanarosa inizia a raccogliere informazioni sulle molteplici situazioni di emergenza causate da questa guerra e dislocate lungo i confini europei dell’Ucraina. Appare chiaro che nulla è mai di troppo e che servirà una mano da tante braccia; vengono quindi chiamate all’appello persone ed aziende di Matera; di fronte a tanti no però vincono pochi si che riempiono di speranza il trasporto, ma che ancora bisogna organizzare.

Durante la ricerca incontriamo la signora Nicoletta Ricciardi dell’Associazione Open Solidarietà Matera che si apre totalmente alla proposta; insistiamo e riusciamo a superare anche l’ostacolo delle aree grigie vicine all’area del conflitto, che il trasporto classico esclude al momento, trovando una soluzione contrattuale presso la società Autocity Matera srl che di lì a poco diventerà solidarietà 100% da parte della famiglia Dilecce. Ora abbiamo un colpo in canna e non dobbiamo mancare il bersaglio.

Infatti dalle informazioni raccolte conosciamo tante destinazioni sicure di qui dal confine ucraino, ma anche che i russi aprono a singhiozzo i corridoi umanitari per poi sequestrare tonnellate di aiuti che vanno a foraggiare il loro esercito. Ci dispiace ma “Ccá nisciuno è fesso”. Tra noi Lucani vivono amici ucraini e da loro veniamo a conoscenza della drammatica situazione a nord di Leopoli dove centinaia di bambini rischiano, più di quanto ciascuno di noi abbia mai rischiato. Con la nostra amica –Ira– apriamo un canale diretto con questo luogo “Lviv” divenuto ora centrale per il nostro progetto. Entriamo in contatto con Stephen, leader della fondazione di carità “”Крила віри та добра” ovvero “wings of faith and goodness” con il quale ci coordiniamo di giorno in giorno, di ora in ora, su tutti gli aspetti del progetto. In poco tempo siamo pronti. È arrivato il momento di sparare il nostro colpo. Il viaggio per Przemysl è per lo più un volo sui nostri 40 anni di amicizia ed i nuovi luoghi da raccontare.

Tra pioggia e neve superiamo valichi di frontiera di Slovenia, Austria e Repubblica Ceca incontrando sorrisi di condivisione. Dopo la sosta notturna, al mattino sconfiniamo in Polonia giungendo a Przemysl; si percepisce tranquillità, la città ha assorbito molto bene l’onda d’urto dei profughi, non ci sono criticità, la vita scorre regolarmente.

Qui veniamo accolti in casa di una famiglia ucraina in attesa del trasporter per Lviv. Concluse le operazioni di trasferimento e le procedure documentali ci rimettiamo sulla strada di casa dopo aver salutato i nostri amici ucraini. Alla sera troviamo alloggio a Cracovia per trascorrervi la notte. Ora vogliamo concederci un brindisi.

Basta uno schiocco di dita in inglese per essere accompagnati alla più famosa birreria della storica piazza centrale della città. È il 1 aprile. L’insolita allegria ci fa sentire a nostro agio come fossimo a casa. Trascorriamo la serata con amici norvegesi mentre i polacchi cantano accanto a noi. Quando una donna mi sussurra che ricorre il fallito Colpo di Stato di Hitler detto “delle birrerie”, improvvisamente vedo la storia dalla loro prospettiva, comprendo la ragione della loro totale solidarietà all’Ucraina. Conoscere la storia per costruire il futuro.

Il giorno seguente di buon mattino stiamo già macinando chilometri. Per continuare a nutrire i nostri occhi stavolta rientriamo dal Tarvisio dopo aver salutato i casellanti delle autostrade d’Europa che ci sorridono sempre dopo aver controllato perché la nostra targa non paga pedaggio. In Italia questa cosa non può essere autocertificata in autostrada.

Domenica mattina riabbracciamo calorosamente le nostre famiglie, il progetto è andato in porto; è finita, oppure no.

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