giovedì, 25 Luglio 2024

“Finisce per chiedersi se non sia proprio quel rifiuto amoroso ad attirarlo, a catturarlo, e a trascinarlo verso il baratro. L’attrazione non è forse sinonimo di gravitazione, pensa lui, e il buco nero, che non emette alcuna luce, non attira forse molto più di qualunque stella? Tutto preso da simili considerazioni cosmologiche, cerca ogni tanto di baciarla – invano – sforzandosi più che può di accompagnare le proprie avance con una buona dose di umorismo.”

Non è facile trovare la definizione adatta (masochista? Kamikaze?) per un uomo che decide di raggiungere da Parigi in Scozia la sua giovane amante, nonostante da parte di quest’ultima non ci sia stato nessun segnale incoraggiante, anzi…

Il protagonista di Mi affeziono molto facilmente (La Nave di Teseo, traduzione di Anna D’Elia) di Hervé Le Tellier, è un cinquantenne, la ragazza con cui ha una relazione clandestina (ma probabilmente non può neanche definirsi tale vista lo scarsissimo peso che lei ha dato a tutta la vicenda) ha una trentina d’anni ed è in visita alla madre, in attesa che il (vero) compagno la raggiunga.

Sordo e cieco a qualsiasi avvertimento, anche a quelli che il destino sembra aver tentato di fargli giungere (la cancellazione del volo con conseguente, snervante e infinta attesa in aeroporto, poi l’appuntamento rinviato), malgrado l’evidente freddezza della ragazza, nel momento in cui finalmente si incontrano, lui riesce dentro di sé a imbastire una “trama” parallela. Anche di fronte a un palese atteggiamento di fastidio, lui si dà spiegazioni e giustificazioni che lo rassicurano: insomma, non è come sembra, c’è un motivo nel comportamento dell’amante che rifiuta di seguirlo in albergo, risponde quasi a monosillabi, manifesta di non essere a proprio agio accanto a un uomo, non certo una adone, che non fa nulla per sembrare discreto. In bilico tra fantasia (una grande storia d’amore) e realtà (un’avventura da dimenticare), lui si convince che quei tre (disastrosi) giorni trascorsi in Scozia sono il preludio di una relazione che a Parigi avrà un grande futuro.

Le Tellier, con uno stile piacevolmente ironico, ha reso bene le dinamiche che scattano in una persona che ha perso la razionalità accecata da un amore, in questo caso non corrisposto, e di quante risorse abbia a volte la nostra mente per portare aventi un pericoloso auto inganno. Spassoso e leggero, Mi affeziono molto facilmente è un piccolo capolavoro.

Hervé Le Tellier è autore di romanzi, saggi e poesie e dal 2019 è presidente dell’Oulipo. Con L’anomalia, in corso di traduzione in 34 lingue, ha vinto il premio Goncourt 2020. È stato inoltre finalista al Prix Renaudot e al Prix Goncourt des Lycéens, e selezionato da Prix Médicis, Prix Décembre e Prix Wepler.

Rossella Montemurro

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