martedì, 23 Luglio 2024

Matera,  funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino. L’omelia di Mons. Caiazzo: “Amore non è più una bella parola, un gesto di benevolenza, ma un agire colmo di umanità: consumarsi pienamente fino alla morte”

Pubblichiamo l'omelia che mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, ha pronunciato questa sera nel Palazzetto dello Sport, gremito, durante i funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino: Carissimi,...

Nell’ambito dell’attività di prevenzione antimafia ed in particolare nel contesto delle misure preordinate a contrastare la presenza delle organizzazioni criminali nelle attività economiche, il Prefetto di Matera, Sante Copponi, ha adottato a norma dell’art. 88 D.Leg.vo n. 159/2011(codice antimafia) un provvedimento di interdittiva antimafia nei confronti di un’azienda locale operante nel settore “Pulizia, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione”, il cui rappresentante legale registra una condanna divenuta irrevocabile per il reato di associazione di tipo mafioso ex art. 416 bis commi 2, 3, 4 e 5 C.P., per la quale non risulta intervenuta riabilitazione.

Detta condanna costituisce l’epilogo di una complessa vicenda giudiziaria cui è confluita  un’ articolata attività info –  investigativa condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza culminata nell’adozione di numerose misure cautelari nei confronti di soggetti contigui ad una consorteria criminale operante nel territorio tra  Matera e Montescaglioso, dedita prevalentemente ad attività estorsiva e che nell’ambito del conflitto con altra organizzazione criminale operante in quei territori annovera omicidi e crimini violenti  anche a carattere dinamitardi perpetrati negli anni ’90.

      Sebbene i delitti ascritti risalgono agli anni addietro, ciò non può ritenersi sintomatico di un affievolimento della valenza malavitosa del predetto sodalizio tale da soprassedere dall’adozione di misure cautelari e di prevenzione antimafia di competenza prefettizia. Viceversa, la sussistenza nei confronti di un imprenditore di una condanna per il reato associativo di tipo mafioso induce in re ipsa ad una difesa avanzata dell’ordinamento rispetto a tentativi di condizionamento da parte della criminalità organizzata, con l’adozione della misura interdittiva antimafia di che trattasi.     

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