mercoledì, 17 Luglio 2024

Ha stravolto le nostre vite, ci ha privato degli affetti più cari e di abitudini ormai consolidate, ci ha relegati in un’incertezza costante. Sono quasi due anni che siamo costretti a convivere con il Covid-19 e con una serie di precauzioni e restrizioni eppure non è ancora chiara quale sia l’origine del virus. Tra virologi spesso in disaccordo tra loro, complottisti e negazionisti, le idee di tutti noi “profani” in campo medico non fanno che confondersi: tutti hanno ragione, tutti sono convincenti con le proprie teorie.

Per quanti vogliano districarsi nella babele di informazioni il più delle volte fuorvianti Chiarelettere ha da poco pubblicato un libro/inchiesta per certi versi sconvolgente: L’origine del virus. Le verità tenute nascoste che hanno ucciso milioni di persone scritto dal giornalista pubblicista Paolo Barnard in collaborazione con gli scienziati Steven Quay (Usa, Stanford University e Harvard Massachusetts General Hospital) e Angus Dalgleish (Uk, St George’s University of London).

Documenti, mail, interviste supportano la tesi degli autori: la certezza che il Covid-19  “abbia spiccato il suo lugubre volo proprio da un laboratorio”. Alla base, la Gain of Function virale critica: potenziare virus già in partenza micidiali per gli uomini.

Il virus che ha provocato la pandemia “ha caratteristiche di aggressività anomale ed estremamente patogene che sono state ottenute tramite tecniche di manipolazione genetica in laboratorio, per questo infetta e uccide con la facilità che abbiamo imparato a conoscere”. A supporto, ci sono “evidenze molecolari inedite”.

I letali segreti biologici del Coronavirus erano già noti ai virologi di Wuhan e ai loro amministratori politici nei primi giorni del contagio in Cina. Saranno poi coperti da un muro di reticenza e conflitti d’interesse, complici alcuni settori pubblici americani e gran parte dei media, anche scientifici. Steven Quay e Angus Dalgleish sono stati coordinati da Paolo Barnard “lungo un’inchiesta durata oltre un anno che illustra anche gli esperimenti di virologia più estremi che non solo hanno dato origine alla peggior pandemia dall’influenza Spagnola, ma che minacciano il ripetersi di una catastrofe analoga in un futuro non distante. Una ricerca che fin dalle prime ore del disastro ha fatto emergere verità sempre più allarmanti che, se fossero venute fuori subito, avrebbero consentito di prendere misure ben più drastiche quando ancora i numeri della pandemia erano contenibili e si sarebbero salvate innumerevoli vite umane. Insabbiamenti sostenuti da interessi economici e politici, invece, hanno imposto una versione fasulla, che andava bene innanzitutto ai cinesi, ma anche agli americani che li avevano finanziati per condurre sperimentazioni genetiche scellerate e prive di adeguate misure di sicurezza. È in questo vuoto d’incolpevole ignoranza pubblica che colossali interessi geopolitici, diplomatici, commerciali e persino accademici hanno avuto gioco facile bel relegare fra i complottisti chi dubitava dell’origine zoonotica del SARS-CoV-2, non importa quanto autorevoli i dissidenti fossero, imbavagliando in tal modo l’indagine più cruciale di questo millennio”.

Per fermare la prossima pandemia, afferma il gigante della medicina della Stanford University, il professor David Relman, dobbiamo davvero scoprire le origini del Covid-19. Anche perché, purtroppo, la prossima pandemia, potrebbe far sembrare poca cosa il Covid-19.

Rossella Montemurro

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