giovedì, 25 Luglio 2024

“La mia cifra è sempre stata che la verità vince, la verità è la cosa più forte, scelgo la verità, preferisco che diciamo sempre la verità, posso abbellirla, non snaturarla. Meno che mai veicolare una bugia.

Avere sempre il coraggio di dire sempre la verità ai leader che segui, soprattutto le verità scomode. Questo richiede molta forza ma dà anche grande forza. A te e a loro, e comunque è l’unico modo”.

Prima di leggere Il portavoce. La mia storia (Piemme editore), il memoir dello spin doctor dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Rocco Casalino, bisognerebbe sospendere il giudizio. E dovrebbero farlo soprattutto i detrattori, quanti sono pieni di pregiudizi e, dopo 21 anni, continuano a identificarlo con “Rocco del Grande Fratello”.

Con sincerità e umanità Casalino si mette a nudo, racconta la sua vita per niente facile, in particolare negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, terrorizzato da un padre padrone alcolizzato e violento che non esitava a picchiare la madre alla quale Rocco era ed è legatissimo.

Cresciuto in Germania dove i genitori emigrarono da Ceglie Messapica per tentare di migliorare le condizioni economiche, ha vissuto esperienze spiacevoli tra coetanei che lo deridevano e lo emarginavano per le sue origini italiane.

Sempre in bilico, nella vita come nella sessualità, alla ricerca di punti fermi. Attratto dagli uomini ma etero, forse più per non accettare di guardarsi dentro fino in fondo che per convinzione. Ha avuto ragazze e ragazzi (questi ultimi puntualmente lo mollavano per sposarsi e avere figli) ma, scrive, “una meravigliosa storia d’amore non l’ho mai avuta. Il mio grande dolore è questo. La mia vera grande sofferenza”. Si rende conto di essere gay quando rivede le registrazioni del “Grande fratello” e si accorge delle sue movenze e dei suoi atteggiamenti.

Ma a colpire, di questa biografia, non è tanto l’aspetto sessuale quanto quello davvero più intimo della persona Rocco Casalino. Un genio negli studi, dotato di un’intelligenza vivace e strabiliante – tanto da stupire tutti, in Germania, per aver ottenuto una borsa di studio –, con le idee molto chiare sul proprio futuro ma, dentro di sé, sempre dilaniato, insicuro, proteso a dare il meglio per ottenere giudizi positivi e consensi.

“La sensazione di essere sempre poco o tanto fuori posto me la sono trascinata per tutta la vita. Insieme a quella di dover rincorrere, fare di più, essere di più. Forrest Gump. Dimostrare, un esame dopo l’altro, dimostrare che potevo stare lì dove stavo. Che ci ero sempre arrivato da solo, con l’impegno, lo studio, il lavoro, senza spinte, appoggi, privilegi, anzi partendo dalla condizione più svantaggiata possibile. Che potevo stare lì con gli altri, senza sensi di colpa, senza sentirmi inadeguato, guardato di sbieco.

Una vita di sbieco, la mia.”

Una condizione psicologicamente logorante che si è portato dietro insieme al dolore delle violenze subite dalla madre. Quando è morto il padre è stata per lui una liberazione.

Dopo anni di privazioni e di stenti, trovare i soldi che il padre aveva nascosto significa iniziare a vivere. E vivere tutto e subito, anche sperperando.

Poi arriva la laurea, Ingegneria elettronica con specializzazione in Ingegneria gestionale – lui è il primo laureato della famiglia – l’ossessiva ricerca di un lavoro, le delusioni fino al “Grande fratello”, un’esperienza che lo ricoprirà di fama e di soldi. Vivrà quegli anni come in un vortice, inebriato dal successo e dalla possibilità di togliersi ogni sfizio. Si butta nel giornalismo, sua grande passione. Ancora, la voglia di riappropriarsi dei valori autentici e la folgorazione con la politica, la scalata al Movimento 5 Stelle con la grinta che ha imparato a coltivare. Rocco è ambizioso ma è anche bravo, impara la comunicazione politica da Gianroberto Casaleggio, per poi cambiare quella del Movimento 5 Stelle, stando fianco a fianco con Di Maio e Di Battista, e cresce su, su fino ad arrivare alla carica attuale.

“Non mi ha regalato niente nessuno, questo è sicuro. E se sono orgoglioso di dove sono arrivato, non è tanto per il ruolo che ricopro ma perché non dimentico mai da dove sono partito, cioè dalle condizioni più svantaggiate dell’universo. Sono convinto che esistano casualità, ostacoli, fortune, sfortune, coincidenze, mille cose che non controlliamo, e allo stesso tempo credo che ognuno di noi sia artefice del proprio destino.”

Rocco Casalino è questo. Non più, e sicuramente non solo “Rocco del Grande fratello” ma un ragazzo che ha sofferto molto e che solo grazie a una determinazione non indifferente ha ottenuto un meritatissimo riscatto. Un ragazzo innamorato del Sud e delle tradizioni che ha avuto la fortuna di girare il mondo e conoscere alcuni dei più grandi capi di Stato. La sua voce è “vera”, con molta probabilità anche scomoda e arrogante per quanti, per preconcetti o invidia, perché no, preferiscono denigrarlo.

Casalino è nato in Germania nel 1972, da genitori di origine pugliese. Si laurea in ingegneria elettronica a Bologna e, nel 2000, partecipa alla prima edizione del Grande Fratello. Nel 2007 diventa giornalista professionista. Nel 2011 si avvicina al Movimento 5 Stelle, nelle cui file si candida alle elezioni regionali lombarde del 2013. L’anno dopo diventa capo della comunicazione dei parlamentari 5 Stelle. Dal giugno 2018 fino a poche settimane fa è stato portavoce del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Rossella Montemurro

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