sabato, 13 Luglio 2024

“L’intera esistenza dello Zar è sfasata rispetto a quella delle persone normali e impone una torsione a chiunque debba interagire con lui. Un solo uomo non dorme di notte e ha addestrato tutti quelli che contano, a Mosca, a condividere la sua veglia fino alle tre, alle quattro del mattino. Conoscendo le abitudini notturne del capo, un centinaio di ministri, di alti burocrati, di generali sono lì che aspettano una chiamata. E ciascuno ha con sé una piccola falange di assistenti e di segretarie. Così, le luci dei ministeri restano accese e la Mosca del potere ha di nuovo perso il sonno, come ai tempi di Stalin.”

Leggendo Il mago del Cremlino (Mondadori) di Giuliano da Empoli si rimane rapiti da una prosa raffinata, oltre che dall’originalità di una trama che dosa con cura realtà e fantasia. Il mago del Cremlino è Vadim Baranov, ispirato a un personaggio realmente esistente, un consigliere di Putin che però è ben lontano da come potremmo immaginarlo. Proviene dall’avanguardia artistica, ha prodotto reality tv, scrive romanzi sotto falso nome. È un uomo colto ma è anche un manipolatore senza scrupoli, capace di trasformare un paese intero nella scena di un teatro dove non esiste altra realtà che il compimento della volontà dello Zar. È lui, nel corso di una lunga notte, che racconta i personaggi e le vicende che hanno accompagnato la trasformazione di un anonimo funzionario del Kgb (paranoico, come tutti quelli che lavorano nel controspionaggio) nell’inesorabile Zar di oggi. Spaccati di cronaca romanzati alla perfezione, aldilà della strettissima attualità del conflitto in Ucraina, altri tasselli “rubati” dalla realtà – solo per citarne uno, l’accoglienza che lo Zar riservò alla Merkel: pur sapendo che lei ha il terrore dei cani, fece entrare un grosso Labrador – che restituiscono un ritratto quanto mai fedele e sinistro di Putin: la Russia è “la macchina degli incubi dell’Occidente” e questo romanzo, che è un viaggio alla scoperta della mente genialmente tortuosa di uno stratega del Cremlino, ci porta al cuore di quella macchina e di quegli incubi. Per lo Zar “l’unico trono che gli porterà la pace è la morte”.

L’immensa cultura dell’Autore, docente di Politica comparata a Sciences-Po a Parigi, che traspare in queste pagine è il substrato di una trama che intriga. Saggista e consigliere politico italiano e svizzero che vive a Parigi, Giuliano da Empoli ha scritto Il suo ultimo libro, Gli ingegneri del caos (2019), sui nuovi maestri della propaganda politica, volume che è stato tradotto in dodici lingue. 

Rossella Montemurro

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