martedì, 23 Luglio 2024

Matera,  funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino. L’omelia di Mons. Caiazzo: “Amore non è più una bella parola, un gesto di benevolenza, ma un agire colmo di umanità: consumarsi pienamente fino alla morte”

Pubblichiamo l'omelia che mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, ha pronunciato questa sera nel Palazzetto dello Sport, gremito, durante i funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino: Carissimi,...

In data 30 giugno, la Sezione del Riesame del Tribunale di Potenza ha confermato le misure cautelari, personali e patrimoniali, emesse su richiesta di questa Procura Distrettuale, all’esito dei decreti di fermo eseguiti il 29 maggio scorso nei confronti di cittadini albanesi ed italiani, ritenuti gravemente indiziati di essere i membri di un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti di diversa tipologia, radicata in Basilicata, ed avente la propria base operativa e logistica nel Comune di Scanzano Jonico (MT), con ramificazioni in tutto il Territorio Nazionale, ed in particolare in Puglia. La serietà delle indagini – delegate ai militari della Guardia di Finanza in forza al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Potenza ed alla Compagnia di Policoro, supportati dal personale del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata — S.C.I.C.O, nell’ambito di un’ampia attività investigativa  hanno dunque registrato una prima conferma nelle sedi cautelari.

L’indagine preliminare, estesa su tutto il territorio nazionale, ha richiesto un imponente dispiegamento di risorse, sia in termine di personale che di mezzi, impegnate nell’esecuzione di quindici decreti di fermo di indiziato di delitto e dei provvedimenti cautelari che disponevano il sequestro del patrimonio accumulato con l’impiego dei proventi illeciti generati dalla commercializzazione — per come accertata a livello di gravità indiziaria – di circa una tonnellata di sostanze stupefacenti in pochi mesi.

Alla luce delle conferme giurisdizionali in sede cautelare dei provvedimenti restrittivi – e salvo restando il principio di presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva di condanna — si chiude una prima fase dell’indagine nella quale veniva ricostruita — a livello di gravità indiziaria – un’articolata organizzazione dedita al traffico di stupefacenti.

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