giovedì, 25 Luglio 2024

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, con il supporto di militari del Gruppo P.I. alla sede, stanno dando esecuzione a un decreto di sequestro di prevenzione – emesso, su richiesta di questa Procura della Repubblica, dalla III Sezione Penale del locale Tribunale, in funzione di Tribunale per la prevenzione – avente per oggetto beni e disponibilità finanziarie del valore di circa 600 mila euro riconducibili a un soggetto di origini albanesi, residente a Cassano delle Murge (BA).

Trattasi di accertamento compiuto nel corso del procedimento applicativo della misura di prevenzione patrimoniale, che necessita della successiva verifica nel contraddittorio con la difesa. L’esecuzione del provvedimento rappresenta l’epilogo della complessa attività investigativa svolta dal G.I.C.O. di Bari, finalizzata alla ricostruzione del profilo di pericolosità sociale del “proposto” e all’individuazione degli “asset” patrimoniali e finanziari riconducibili a quest’ultimo e ai componenti del relativo nucleo familiare. Il destinatario del provvedimento di prevenzione sarebbe stato, difatti, riconosciuto (allo stato, salvo la verifica successiva nella fase decisoria con il contraddittorio della difesa) come un soggetto connotato da una pericolosità sociale generica, in relazione al suo coinvolgimento in talune attività estorsive avvenute nell’ottobre 2016, nonché in indagini, coordinate da questa Procura della Repubblica tra il settembre 2018 e il febbraio 2019, che avrebbero disvelato l’operatività di un’organizzazione criminale (denominata dagli organi di stampa come la “banda della Bmw”) responsabile della commissione di ben 22 furti in danno di esercizi aperti al pubblico (bar, stazioni di servizio, negozi di telefonia, pizzerie, banche e uffici postali) attivi in diversi centri della Città Metropolitana di Bari (Santeramo in Colle, Casamassima, Gioia del Colle, Noicattaro, Gravina in Puglia, Castellana Grotte, Toritto, Adelfia, Acquaviva delle Fonti, Valenzano, Conversano, Cassano delle Murge e Bitonto) e delle provincie di Potenza, Matera e Taranto.

I furti sarebbero stati commessi adottando un “modus operandi” ben collaudato: 4 o 5 sodali con il volto coperto, utilizzando diverse autovetture rubate o riciclate, in tempo di notte si sarebbero recati presso l’obiettivo e, dopo aver usato violenza sulle cose, si sarebbero impossessati della merce, nascondendo poi i mezzi di trasporto e la refurtiva in capannoni siti nelle località del barese di Bitonto, Santeramo in Colle e Cassano delle Murge.

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