martedì, 16 Luglio 2024

Fatti i dovuti distinguo, Una vita a posto (Fandango) di Alice Torriani, ricorda nelle prime pagine Il male oscuro di Giuseppe Berto. La vita piatta – senza emozioni se non quelle di un’intensa attività sessuale – di Giovanni Guicciardi, in arte Andrea Riis, è contraddistinta dalla ricerca di qualcosa che possa riempirgli la giornata. Scrittore mancato e pittore dilettante, si trascina in un limbo esistenziale.
“(…) Avrebbe tanto voluto essere Bret Easton Ellis, invece aveva dovuto pagare seicento novanta euro per stampare ottanta copie firmate Andrea Riis.
Non era riuscito nemmeno a regalarle tutte perché non aveva ottanta persone sufficientemente intime da apprezzare un libro autopubblicato, così, dopo un anno, quaranta le aveva deposte nel bidone della raccolta della carta sotto casa. Secondo Lisa probabilmente la scrittura non era la sua strada, e, dopo l’esordio della depressione, gli aveva consigliato un corso di disegno dal vivo. In un primo momento era stato molto restio, salvo poi scoprire che c’erano modelle che si denudavano per due ore e mezzo senza complicazioni”.
La sertralina è l’unica pasticca che lo salva. La moglie Lisa combatte l’incedere del tempo calcando i palcoscenici di tutta Italia, accettando piccoli ruoli in qualche fiction, ed esigendo dal marito sesso con metodica regolarità. Andrea sente la vita dentro spingere ancora forte, ossessiva quasi, verso donne che lui può solo immaginare di possedere: la realizzazione di ogni desiderio gli appare faticosa e lontanissima. Non ce la fa più, quando trova il varco per un’altra dimensione, quella in cui si ritrova un chirurgo di successo che con il bisturi realizza i desideri della gente, con un bell’appartamento, una bella macchina, e accanto Melissa, una creatura affascinante e misteriosa. E forse Andrea non è l’unico a viaggiare… Ma c’è un modo di rimanere nell’altra dimensione in cui i desideri sono apparentemente appagati e le ore mai tutte uguali?
Alice Torriani si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, il primo debutto è a teatro con Massimo Castri in Tre sorelle, seguito da Memorie dal sottosuolo di Gabriele Lavia. Gira l’Europa con il regista lettone Alvis Hermanis, ed è al fianco di Franca Valeri nell’ultimo testo per teatro scritto dall’attrice. Lavora poi con Romeo Castellucci, Carmelo Rifici, Giuseppe Marini e Industria Indipendente. Studia a Los Angeles e New York con Margie Haber, Jordan Bayne e Ivana Chubbuk. Continua la formazione con Luca Ronconi, Tomi Janežic, Falk Richter, Tiit Ojasoo and Ene-Liis Semper (No99 Theatre), Lucia Calamaro, Giacomo Veronesi e Antonio Latella. Al cinema è stata diretta da Valerio Mieli, Lucio Pellegrini, Alina Marazzi, Marco Maccaferri, Francesco Miccichè e Fabio Bonifaci. Partecipa a numerose serie televisive tra cui Il Commissario Montalbano, Tutto può succedere e Il paradiso delle signore.
Nel 2015 esce il suo primo romanzo L’altra sete, edito da Fandango Libri. Nel 2016 L’altra seteè scelto per rappresentare l’Italia al Festival Europeo del primo romanzo a Kiel, in Germania.

Rossella Montemurro
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