martedì, 16 Luglio 2024

Ci sono storie di rara bellezza, con un’intensità particolare. Che è indispensabile leggere, anche se commuovono – e tanto –, toccano le corde dell’anima, raccontano in maniera incredibile i sentimenti. Raccontano l’amore, quello materno, soprattutto, così immenso e totalizzante che può spingere anche a scelte dolorosissime.

I fiori nascosti nei libri (Rizzoli), della scrittrice Silvia Montemurro, accompagna il lettore in una storia nella quale protagoniste sono le donne e le loro scelte che inevitabilmente avranno ripercussioni. Madri, figlie o, semplicemente donne con cui il destino non è sempre stato benevolo. Incontreremo madri capaci di amare senza alcun limite e donne troppo egoiste, donne che porteranno per sempre dentro ferite che non riusciranno mai a rimarginarsi. Seguendo un doppio piano temporale, i giorni nostri e gli anni Quaranta del secolo scorso, l’autrice dissemina abilmente tasselli di un puzzle emotivo che, solo alla fine del romanzo, sarà completamente chiaro.

Chiara è una giovane e promettente stilista che vive a Firenze. Sua madre ha bisogno di cure mediche molto costose e, quando il direttore di un hotel di lusso di Sankt Moritz la invita a organizzare una sfilata per i suoi ospiti, non le sembra vero. È una svolta per la sua carriera, un’occasione preziosa. Una tormenta di neve, però, rovina il sogno di Chiara: è impossibile raggiungere Sankt Moritz. Su consiglio di un poliziotto della dogana, decide di trascorrere la notte a Villa Garbald, dove incontra il vecchio custode Arold e il figlio Thomas. L’atmosfera è strana, la casa nella sua imponenza ha alle pareti una serie di ritratti e in uno, la donna raffigurata ha una somiglianza incredibile con Chiara. Quel dipinto, però, il mattino dopo non c’è più. La donna del ritratto era Irena, una ragazza polacca che, per sfuggire alla Seconda guerra mondiale, si è finta cittadina svizzera ed è stata accolta da un’amica della madre a Villa Garbald: lì, insieme ad altre giovani di buona famiglia, impara l’arte della tessitura e conosce Toni, un contrabbandiere. Il loro è un amore puro e sconfinato ma ostacolato dalla signora che ospita Chiara: i suoi principi e la sua morale non possono tollerare che la ragazza abbia accanto un uomo che vive sfidando ogni giorno la legge. Ma, si sa, niente e nessuno può frapporsi a una coppia innamorata… Il resto lo dovete cercare in queste pagine così intense da far venire la pelle d’oca.

“Non c’è fiore che possa appassire se nascosto in un luogo sicuro. Bisogna proteggerlo, come un amore appena nato”.

Dopo le farfalle (La casa delle farfalle, uscito due anni fa, sempre per Rizzoli), sono i fiori a guidare i destini, gli approdi, i ricordi di protagonisti che rimangono nel cuore: gardenia, iris, nontiscordardimè e violetta sono come simboli scelti dall’autrice, la nostra Lucinda Riley – è stata paragonata all’autrice della saga Le sette sorelle sulla pagina Facebook Lucinda Riley Italian Support.

“Qualsiasi cosa ti succeda nella vita, non ti devi arrendere, la bellezza è dentro di te. L’iris ti aiuta a capire che anche quando tutto si fa grigio, da qualche parte si nasconde sempre l’arcobaleno”.

Silvia Montemurro, classe 1987, vive a Chiavenna, piccolo paese in provincia di Sondrio. Nota finora come autrice Young Adult – tantissime le visualizzazioni sulla piattaforma Wattpad di Shake My Colors (Sperling & Kupfer) tra il 2016 e il 2017, si è affacciata nel mondo dell’editoria nel 2013 con L’inferno avrà i tuoi occhi (Newton Compton), segnalato dal comitato di lettura del Premio Calvino. Nel 2016 ha pubblicato il romanzo Cercami nel vento (Sperling & Kupfer), che ha ottenuto il secondo posto al Premio Letterario Under 30 Città di Como e il Premio Pegaso Città di Cattolica.

Rossella Montemurro

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