“È strano come un solo momento, un dettaglio qualunque di una giornata possa scatenare una tempesta di ricordi così potente da spazzare via ogni minima certezza.

A volte, pensa Tancredi, mi sembra davvero di avercela fatta, di essermi salvato, di poter andare avanti anche senza di lei. Ma poi di colpo un minuscolo particolare mi trascina di nuovo e completamente là, nel poco tempo che ho passato con lei. E tutto ricomincia da capo, ogni volta. È  come un film che si ripete all’infinito cui un regista sbadato però ha dimenticato di regalare un finale. Il finale che mi manca e che mi lascia sospeso. Incompleto. Mi manchi, Sofia. Mi manca tutto quello che avrei voluto fare insieme a te. Mi manca come ero quando stavo insieme a te e ancor di più mi manca come sarei potuto diventare”.

Ci sono il mondo patinato ed esclusivo di trentenni affermati e le pene d’amore che affliggono anche loro in Semplicemente amami (Editrice Nord), il nuovo romanzo di Federico Moccia. Sofia, pianista splendida e talentuosa, lascia l’Italia per raggiungere Olja, la sua insegnante di piano che è stata per lei come una madre. Sofia, allontanandosi dall’Italia, deve cercare di far luce sulla sua vita sentimentale. Il marito, un architetto, ha avuto un incidente (quella sera avevano litigato e lei è certa di esserne stata la causa) che lo ha costretto per mesi su una sedia a rotelle. In quel periodo lei ha vissuto alcuni giorni intensi e passionali con Tancredi, salvo poi accorgersi di sottile filo rosso che lo univa ad Andrea, il marito.

“(…) Mi stavo spegnendo, ogni giorno che passava, quella fatica, quella vita immobile, il tempo che scorreva e mi prosciugava. Era come se ogni minuto passasse al doppio della velocità Stavo invecchiando nell’animo. Poi è arrivato Tancredi… Il suo fascino, la sua bellezza, la sua vitalità, ma anche la sua tristezza e il suo dolore, il suo buio e il suo silenzio. Ma io ho voluto veramente tutti quei soldi solo per l’operazione così  da salvare Andrea e il nostro matrimonio? O è stato per nascondere il desiderio che mi aveva travolto e la voglia di essere di Tancredi in ogni modo possibile?”

Otto mesi dopo la ragazza decide di tornare a Roma. Andrea è guarito, lei riprende a sognare, ad accarezzare la voglia di “normalità”: “Quest’uomo è mio marito. E per un attimo si chiede dov’è l’altro, Tancredi. Il solo averci pensato le fa battere più veloce il cuore, arrossire le gote, sentirsi stordita. Testarda, allontana quel pensiero, caparbia continua a camminare, passo dopo passo tutto rientra, tutto torna nella normalità. Sì, è questa la mia vita. Tornerò a fare concerti, starò con mio marito, rivedrò i miei amici, farò un salto in Sicilia dai miei genitori, prenderò il tè con un’amica, andrò alle feste, organizzerò qualche cena nella mia casa. Voglio essere normale”.

Fin quando non torna Tancredi, con tutta la sua passione e, soprattutto, le sue contraddizioni, disposto a qualsiasi cosa per Sofia.

Lo stile di Semplicemente amami è quello inconfondibile di Moccia, un maestro nell’analizzare le sfumature dei sentimenti, i chiaroscuri dell’animo umano, le incognite e le insidie dell’innamoramento. Ricco di citazioni cinematografiche, è un romanzo delicato sui sentimenti e sulla forza dirompente dell’amore, sulla difficoltà delle scelte e dei cambiamenti – soprattutto quando sono radicali.

Dopo il fenomeno letterario Tre volte te – terzo capitolo della storia di Babi, Step e Gin – uscito per Nord nel 2017con 100 mila copie vendute e 18 settimane in classifica, Moccia ritorna con questo romanzo che ha già i presupposti e le suggestioni per una trasposizione sul grande schermo.

Moccia ha esordito nel 1992, a sue spese, con Tre metri sopra il cielo presso un piccolo editore, perché il manoscritto gli era stato rifiutato da diverse case editrici. Le poche copie distribuite vengono fotocopiate dai ragazzi e inizia così un successo del passaparola che porterà a una nuova pubblicazione nel 2004 e alla nascita di un clamoroso caso editoriale. Due anni dopo, arriva in libreria il seguito della storia d’amore tra Babi e Step, Ho voglia di te. Da questi romanzi vengono tratti due film campioni d’incasso con protagonisti Riccardo Scamarcio, Katy Louise Saunders e Laura Chiatti. Escono poi altri bestseller e altri film, tra cui Scusa ma ti chiamo amore e Amore 14 – entrambi diretti da lui –, e L’uomo che non voleva amare. Nel 2019 ha fatto anche un inedito esperimento narrativo facendo entrare in scena, nel romanzo La ragazza di Roma Nord (Sem) otto aspiranti scrittori. I libri di Federico Moccia sono tradotti in 15 Paesi.

Rossella Montemurro

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