venerdì, 12 Luglio 2024

Si intitola Santi numi (Exòrma edizioni) di Jacopo Masini, una raccolta di vite di santi ma… immaginari: santi che vengono prelevati in qualche modo dalla tradizione apologetica dei profeti e riportati alla nostra epoca.
Dodici racconti lunghi, uno per mese dell’anno, e altri brevissimi in mezzo, assurdi e divertenti, che fanno diventare santi e beati gente di paese, uomini e donne che vedono il mondo a modo loro.
Vite di gente vissuta nella valle del Po – tra Parma, Cremona, Mantova, Reggio, Modena, Ferrara e Bologna – con la sola intenzione di fare cose matte o sante, non si sa se per davvero o per finta, più o meno verso la fine del secolo scorso.

Jacopo Masini riscrive storie che sono patrimonio (conscio e inconscio) della nostra cultura, anche iconografica, per trasportarle dal loro secolo agli anni ’70-’80 del ’900. Quindi Giona, Giuditta, Paolo il Semplice, i monaci del deserto, sant’Ambrogio (patrono di Milano e delle api), ma anche Maria, Zaccaria, Elisabetta e Giuseppe diventano personaggi contemporanei.
L’autore ha scritto di loro con l’ambizione principale di far ridere, lasciandoci nel dubbio, come quando si legge della vita di sante/santi o profeti, che siano cose realmente accadute.
Storie che mescolano stati d’animo e generi, proprio come avviene negli antichi testi: la commedia, la tragedia, l’orrore, il misticismo, il riso, l’assurdo e tutto ciò che ci ha reso come siamo, cioè esseri umani che stanno sulla terra col passo degli insetti, solo con le zampe più lunghe.
E se quei martiri, beati, santi che si sono fatti amputare, martirizzare, che hanno scelto l’ascesi e la follia facessero le stesse cose oggi, cosa succederebbe? Cosa penseremmo di loro? Ci verrebbe da sorridere e, quindi, ci farebbero pensare.

Dal racconto: “IL BEATO MASSIMO BORELLI”
Massimo Borelli terminò la sua predicazione una notte di luglio del 1987, al Bar La Spina di Campo Saliceto, un piccolo paese di agricoltori dediti al bere. _
La famiglia di Massimo viveva da oltre un secolo in un podere circondato dai campi, due maialifici, la fattoria dei Magnani e il caseificio della famiglia Bocchi, la più ricca del paese, dedita al bere. _
Di quando era piccolo, Massimo Borelli, in seguito divenuto il Beato Massimo Borelli detto l’Astemio, ricordava poche cose. In particolare ricordava le serate, prima di andare a letto, in cui, passando davanti alla camera da letto dei suoi nonni – vivevano tutti insieme nella casa padronale al centro del podere, i nonni, i genitori, gli zii, i cugini e i suoi tre fratelli – a turno lui e i fratelli sbirciavano all’interno, per cogliere il momento in cui sua nonna Ines si coricava nel letto, i capelli raccolti in un fazzoletto che non toglieva mai e una doppietta lungo il fianco, completamente ubriaca.

L’AUTORE

Jacopo Masini nasce nel 1974 a Parma. Ha collaborato a lungo con la scuola Holden di Torino e da oltre dieci anni tiene corsi di scrittura creativa. È autore di romanzi, racconti, testi teatrali pubblicati in antologie da Transeuropa, Feltrinelli, Fandango, Epika Edizioni, Inkiostro. Il suo ultimo lavoro, “Polpette e altre storie brevissime”, è stato pubblicato da Del Vecchio Editore. Sul canale Twitch di Tom’s Hardware Italia tiene periodici incontri di lettura e rassegna di novità editoriali.

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