martedì, 18 Giugno 2024

Dopo l’apertura dello scorso 22 aprile a Moliterno, in occasione della Giornata mondiale della Terra, con la proiezione del film “Futura” (2021) di Pietro Marcello, Francesco Munzi, Alice Rohrwacher, dedicata agli studenti dell’Istituto superiore “F. Petruccelli – G. Parisi”, prende il via il programma pubblico di “Rizomatica. Nuove forme di coesistenza”, rassegna delle arti e dell’ambiente organizzata dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e curata da Imma Tralli e Roberto Pontecorvo di Marea Art Project, con il patrocinio dei Comuni di Matera, Moliterno e Pisticci. 

Il 4 maggio alle 20:00 al Cinema “Il Piccolo” di Matera, ci sarà la proiezione e il talk con la regista Elisa Flaminia Inno, del film “Donne di terra” (2021), incentrato su un gruppo di contadine di nuova generazione, attive in varie zone del sud Italia. Sono agricoltrici, allevatrici ed educatrici, che hanno creato un nuovo stile di vita basato sull’autoproduzione di cibo biologico e sulla costituzione di una rete locale e globale che ruota intorno alla terra. Ognuna di loro produce sostenibilità e memoria nel proprio territorio, insieme a prodotti dell’orto bio, olii, conserve, formaggi, comunità e tradizioni. Cinque storie di donne – Doris, Mariapia, Nanà, Marialuisa, Maura – che raccontano un cambiamento: ognuna di loro è arrivata alla terra e ha creato un sistema di auto-sostenibilità, cambiando il proprio rapporto con i consumi e l’ambiente.  L’accesso alla proiezione è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili. 

Dal 7 al 26 maggio si svolgerà invece a Moliterno la residenza artistica del collettivo Post Disaster, che mira a interpretare attraverso la musica il legame – sia fisico che metaforico – tra la Val d’Agri e Taranto. I due territori sono infatti connessi in modo quasi viscerale: un oleodotto sotterraneo si estende per 136 km collegando il centro minerario della Val d’Agri con gli impianti petrolchimici del porto di Taranto. I rapidi processi trasformativi di natura industriale che accomunano questi territori innescano la necessità di nuove negoziazioni tra il paesaggio e i corpi che lo abitano. Oggi la Val d’Agri attraversa un delicato processo di transizione, all’interno del quale la produzione musicale (e la tradizione storica a essa legata) diventa un elemento identitario ancora più importante e necessario. Il compositore e musicista tarantino Donato Epiro dialogherà con le arpiste Francesca Stella, Antonella Pecoraro e Caterina Setaro dell’Associazione Arpa Viggianese, con l’obiettivo di produrre un lavoro corale in cui la sperimentazione sonora incontra la tradizione musicale locale.

Bio

Elisa Flaminia Inno (Napoli, 1982) è autrice, regista e produttrice di film documentari. Dopo la laurea in Dams si diploma in regia del documentario all’Istituto Nazionale dell’Immagine e del suono di Montréal, dove realizza i corti “L’art de l’entrevue” (Canada, 2009), “A Stefano” (Vision du Reel, Rendez vous du cinéma quebecoise, Ridm – Montreal International documentary festival, 2009) e “Maindoeuvre” (Ridm – Montréal International documentary festival, 2009). Fondatrice della 1506 Film, con cui ha diretto e prodotto i documentari “Il mosaico di Alessandro” (Rai Storia), “La scena delle donne” (Rai Storia) e “Bus Theater” (Rai5); il film documentario “Costa d’Angolo” (Napoli Film Festival, 2014). Con Parallelo41 collabora alla produzione e dirige il film “Pagani” (distribuito da Luce e Cnc, presentato in anteprima al Filmmaker Festival e Cinema du Reel, 2017), presentato in trenta festival tra Europa, Usa e Canada, alle Università La Sapienza, New York  University, Cincinnati University e altri. Le sue ultime produzioni sono il documentario collettivo “Tutte a casa” (La7D, 2020) e il film “Donne di Terra” (2021).

Trailer “Donne di terra”: https://www.youtube.com/watch?v=rMxGYjmPoec 

Info: https://www.1506film.com/portfolio/donne-di-terra/ 

Post Disaster (Gabriele Leo, Gabriella Mastrangelo, Grazia Mappa, Peppe Frisino) è un collettivo multidisciplinare la cui pratica interseca azioni spaziali, performative e curatoriali. La loro ricerca si muove a partire dalla metafora del disastro inteso come lente territoriale per indagare tensioni e dinamiche globali. Il loro lavoro è stato esposto in spazi e piattaforme, sia istituzionali che indipendenti, dell’arte e della cultura tra cui Biennale di Venezia, Museo MAXXI, Triennale Milano, Biennale Arte di Malta, Università Cà Foscari Venezia. Dal 2018 portano avanti Post Disaster Rooftops, una pratica critica e spaziale di lungo termine ambientata sui tetti di Taranto, città manifesto delle urgenze e della crisi urbana ed ecologia contemporanea. Attraverso la lente della città il progetto alimenta una pratica collettiva che indaga le relazioni tra i corpi e le infrastrutture produttive all’interno in un più ampio contesto Mediterraneo. Il progetto è stato premiato dal Ministero Italiano della Cultura ed è stato in mostra al Padiglione Italia alla 18^ Biennale di Architettura di Venezia.

http://www.postdisasterrooftops.com/ 

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