domenica, 21 Aprile 2024

Documenti d’archivio inediti, pregevoli pubblicazioni ottocentesche e antiche fotografie. Questi gli elementi da cui muove la nuova opera di Stefano de Carolis: “Primativo di Turi. Piccolo Blu di Puglia” (edizioni Carta Bianca). Il saggio ripercorre lo stretto legame tra il territorio di Turi e la produzione di vini di qualità. Ad iniziare dal “Primativo”, vitigno storico divenuto oggi un’eccellenza nel panorama italiano e internazionale.

IL LIBRO

Nel cuore della Puglia, sullo sfondo di un accurato affresco economico-sociale del Mezzogiorno di inizio Novecento, si staglia l’avvincente narrazione della storia dei “pionieri” del “nettare di Bacco”, imprenditori visionari capaci di rivoluzionare la produzione e la commercializzazione vinicola, conquistando gli elogi delle indiscusse autorità del mondo enologico italiano (su tutti Carpenè, Ottavi e Cerletti). La pubblicazione, prefata da Antonio Mario Zaccheo, produttore vitivinicolo italiano, è arricchita da tre preziosi contributi. Il primo è la dissertazione a carattere scientifico a firma del dott. Angelo Raffaele Caputo, agronomo e ricercatore del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia di Turi (Crea-Ve). Assieme ai ricercatori Marica Gasparro e Vittorio Alba, Caputo apre in tono chiaro una riflessione sulla “mappatura” dei vitigni quale strumento per salvaguardare la “biodiversità biologica” ed orientare la produzione viticola verso un modello sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico. Il secondo contributo, invece, ripropone il saggio del compianto Giandomenico de Carolis, cardiochirurgo di fama nazionale, che si sofferma sul “nettare degli dèi” sviscerandone, in maniera appassionata e illuminata, il profilo storico e scientifico. Infine, dopo oltre un secolo di colpevole silenzio, questo lavoro fa emergere dalla penombra il trattato “La Puglia che fu e quella che è” (1898) di Giovanni Cozzolongo, in cui si offre uno sguardo critico sulla geografia, l’agricoltura e la storia della Puglia, evidenziando le tradizioni che hanno plasmato questa regione nel corso dei secoli e le sfide che la attendono.

L’AUTORE

Stefano de Carolis (Conversano, 1969) è un ricercatore storico, sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri specializzato nella Tutela del Patrimonio Culturale Nazionale presso il Mi-BACT di Roma. Nel 2018 ha pubblicato il saggio dal titolo Con un piede nella fossa, storia di malavita e camorra barese (LB edizioni). Nel 2022, con il geologo Alessandro Reina, dà alle stampe il saggio storico-scientifico Acqua, preziosa risorsa e fonte di vita (Edizioni Carta Bianca). Nel 2023, sempre per i tipi Carta Bianca, pubblica il saggio storico L’Omicidio Caracciolo. Malaffari, intrighi e depistaggi e cura la ristampa del volume ottocentesco La Fava di Giovanni Cozzolongo. Nello stesso anno, è uscito il libro L’Infame Legge: Storia della Camorra in Puglia (Giazira Scritture). Giornalista iscritto presso l’Ordine della Puglia collabora con diverse testate a diffusione nazionale, con il “Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri” del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri di Roma e con il periodico americano “L’Italoamericano”. È fondatore e presidente dell’Associazione culturale “La Faldacchea di Turi, storia, tradizioni e territorio”.

Il volume è acquistabile sul sito web della casa editrice (edizionicartabianca.it) e sui principali store (Feltrinelli, IBS, Unilibro)

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