martedì, 16 Luglio 2024

Un affascinante agente della CIA, un fuoriclasse nel lavoro. Una madre single, certa che l’occasione per trovare il grande amore a 35 anni sia ormai svanita. È su un sito di incontri che nel 2000 Will e Mary si incontrano e la donna dovrà ricredersi: Will Jordan – attraete, dolce, premuroso – è l’uomo perfetto. L’uomo che le chiede di sposarlo dopo pochissimo tempo da quel primo appuntamento galeotto.

Ma questa storia che sembra una fiaba ha invece un risvolto agghiacciante: una donna, nell’aprile 2006, dice a Mary di essere stata sposata con Will e di aver avuto dei figli da lui.

L’uomo che amo (Libreria Pienogiorno, traduzione di Sara Puggioni) è la storia vera di Mary Turner Thomson che in prima persona ripercorre l’incubo mascherato da sogno dolcissimo che l’ha coinvolta, stravolgendole l’esistenza.

Mary è innamorata, Will è bravissimo a imbastire scuse e giustificazioni sulle lunghe e improvvise assenze. È sempre molto convincente quando chiede perdono, anche su cose imperdonabili, quando non si è presentato il giorno del matrimonio né è andato in ospedale per la nascita della figlia. Lui, agente in servizio attivo della CIA, ha sempre un motivo valido, più importante delle questioni private: un sopralluogo in una zona di guerra, un collega ucciso, una missione segretissima, una strage su cui indagare. Mary crede in lui, ed è lusingata dalla profonda conoscenza che Will dimostra sugli scenari di guerra e sui dispositivi utilizzati nelle tecniche di spionaggio: cimici, microcamere, sistemi per depistare, spie… Ha una esasperata mania di controllo che, per la sua sicurezza, arriva a travolgere anche Mary. Quando lascia il servizio attivo della CIA però iniziano i problemi. È a corto di soldi e chiede prestiti di importo sempre maggiore a Mary. Promette di saldare ma non lo fa. Si impegna per l’acquisto di una casa che non comprerà mai.

L’amore che Mary prova per lui non lascia spazio a nient’altro. Se un messaggio ascoltato per caso in segreteria, un anello sconosciuto trovato sul letto, o l’ennesima assenza agli eventi di famiglia le fanno nascere un dubbio, Will lo scioglie. A parole o con carezze appassionate. Ha una spiegazione per tutto Will, e Mary alla fine si sente quasi in colpa per aver dubitato.
Parenti e amici hanno avuto fin dall’inizio perplessità sul marito ma il fatto che Mary non potesse svelare il suo lavoro un po’ la proteggeva, era l’alibi per credere nella sua buona fede nonostante le titubanze di chi le era accanto.  

Ma un giorno una telefonata manda in frantumi il suo mondo. Forse suo marito non è chi dice di essere.

“Era come essere tagliata in due: cervello, cuore e viscere lacerati a metà. Non esisteva persona al mondo con cui potessi parlarne, nessuno di cui potevo fidarmi eccetto mio marito, confidente e amico, il mio amorevole compagno. Ero intrappolata nel silenzio e dovevo prendere una decisione da sola. Non sapevo a cosa credere: avevo prove concrete dell’esistenza di un’altra moglie, ma anche una spiegazione che combaciava con il lavoro che faceva. Avevo prove concrete del mio, di matrimonio, e anche di altre cose: dove stava la verità?”

Quante vite ha Will? Chi è davvero quest’uomo? Ci sarà qualcosa di vero in quello che Will le ha raccontato, o la sua stessa vita è un castello di bugie?  In quanti modi si può coniugare il verbo tradire?

L’uomo che amo è una lettura magnetica e coinvolgente, spiazzante nella sua autenticità, nella descrizione di una donna innamorata vittima di una terribile manipolazione.  L’Usa Today l’ha definita “una storia sconvolgente”.

Rossella Montemurro

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