lunedì, 15 Luglio 2024

Un «originale esempio di noir ambientale in cui la montagna, vera coprotagonista del romanzo, nasconde antiche paure e minacce, esplorando in modo paranoico i segreti più oscuri della provincia italiana»: con questa motivazione, la giuria letteraria composta da Cecilia Scerbanenco (presidente), Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Loredana Lipperini, Sergio Pent, Ranieri Polese, Sebastiano Triulzi e John Vignola è stato assegnato a maggioranza il Premio Giorgio Scerbanenco 2017 a Lissy di Luca D’Andrea (Einaudi Stile libero).
 Il riconoscimento è stato assegnato all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano nell’ambito del Noir in Festival che fino a oggi si svolge nel capoluogo lombardo e fino al 10 a Como. Menzione Speciale a Un piede in due scarpe di Bruno Morchio edito da Rizzoli («Perché, attraverso le dinamiche traumatiche dei protagonisti, racconta con venatura psicologica noir il malessere di una città oscura come Genova») mentre il Premio dei lettori del Noir in Festival al miglior romanzo noir è andato a L’uomo di casa di Romano De Marco (Piemme). Erano finalisti anche Marcello Fois (Del dirsi addio , Einaudi) ed Elena Mearini ( È stato breve il nostro lungo viaggio , Cairo).

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