Riceviamo e pubblichiamo dal prof. Nicola Incampo, responsabile Regionale per l’IRC e la Pastorale Scolastica della Conferenza Episcopale di Basilicata:

Il primo Novembre ricorre la festività di Tutti i Santi, meglio conosciuta come festa di Ognissanti, ricorrenza non solo religiosa ma anche civile perché in questo giorno non si lavora.

Da quando però la Chiesa rende onore a questa festività?
Questa festa affonda le sue origini nell’era paleo-cristiana e cioè almeno nel IV secolo.
E’ interessante sapere che a quell’epoca il giorno d Ognissanti ricorreva in primavera e non in autunno.
Fu il papa Gregorio IV che nell’anno 835 volle che questa festa fosse inserita nel calendario cattolico e civile.
Papa Gregorio infatti chiese al re Luigi il Pio di fissarla come festa di precetto il primo Novembre di ogni anno.
La storia ci ricorda che la festività di Ognissanti prima di essere una festa universale veniva celebrata solo in Inghilterra.
La Chiesa, in realtà, scelse questa data per dare una sorta di continuità alla festa del Samahain.
Il Samahain è l’antica festa di Halloween, con la quale si celebrava da una parte il nuovo anno, ma si ricordavano dall’altra le anime dei propri morti, come voleva la tradizione celtica. 
In effetti, è interessante notare come il giorno successivo al 1° di novembre, vale a dire il 2 novembre, in Italia si celebri la festa dei defunti, nota anche come Giorno dei Morti, nel quale i fedeli cristiani commemorano i propri defunti, i parenti e gli amici passati a miglior vita. 
La festa di Tutti i Santi è particolarmente sentita nel nostro Paese. In tutto il territorio sono presenti celebrazioni e tradizioni che risalgono anche al Medioevo. Molte di queste tradizioni sono di natura espressamente culinaria e presentano prodotti di stagione e dolci tipici di questa festa, perché – come dicono a Roma, e questo si sa – ogni festa in conclusione se finsce cor magnà.
Una domanda interessante: ci siamo mai domandati quali sono le tradizioni di questa festa di Ognissanti in queste nostre terre di Basilicata? 
In Basilicata, si crede che il primo novembre i morti scendano in città dalle colline del cimitero, con un cero acceso nella mano destra, mentre le donne, il giorno 2, ripetono vicino alle tombe il pianto funebre. Anche da noi, tuttavia, la sera del primo si prepara la tavola imbandita per accogliere e gratificare le anime dei propri morti che tornano per visistarci.

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Rossella Montemurro

Giornalista professionista materana. Laureata in Scienze dell’educazione, si è perfezionata in Bioetica e Terapia familiare e relazionale. Ha lavorato per Il Quotidiano della Basilicata – occupandosi dei settori “Cronaca” e “Cultura” -, Il Mattino di Foggia, Il Mattino di Puglia e Basilicata, il Roma e con la testata giornalistica online “Il mio TG”. Ha collaborato con le emittenti televisive “Antenna Sud” e “Lucania Tv”. Attualmente dirige la testata giornalistica online www.tuttoh24.info e collabora con la casa editrice Altrimedia. Nel 2004 ha pubblicato per Ediesse Edizioni “I giorni di Scanzano”. Il volume, nel 2005, ha ricevuto la segnalazione della Giuria del Premio letterario Basilicata. Nel 2010 ha pubblicato per BMG Editrice “Carabinieri a Matera. Tradizione e modernità al servizio dei cittadini”. La pubblicazione è stata autorizzata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Nel 2019 ha pubblicato per Altrimedia Edizioni “Calci e pugni sul tetto del mondo. Biagio Tralli, identikit di un campione” e nel 2021 "Ilmio tuffo nei sogni"

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