giovedì, 29 Febbraio 2024

“Ritratti di Matrimoni”, una mostra inedita a Matera

 Dal 12 al 16 marzo, nelle scuderie di Palazzo Malvinni Malvezzi sarà ancora una volta protagonista la fotografia di matrimonio d’autore. In occasione della Convention annuale di ANFM, unica Associazione italiana di fotografi matrimonialisti, Maurizio Beucci,...

Il volume “Quinto Orazio Flacco”, dell’Editore Franco Villani, sarà presentato nell’Aula Magna dell“I.T.C.G. Loperfido” di Matera giovedì 9 marzo alle ore 17,30 in presenza dell’autore prof. Francesco Niglio. Dialogherà con l’autore il prof. Aldo Corcella, Direttore del Dipartimento delle culture europee e del Mediterraneo dell’Università della Basilicata, introduce e conduce la dott.ssa Maria Antonietta Carbone, Direttrice della sede Museale Palazzo Ducale di Tricarico.

Accompagnerà la presentazione il Coro “Rosa Ponselle” diretto dal maestro Giuseppe Ciaramella.

L’Orazio, rivisitato da Francesco Niglio, è un poeta-uomo che torna tra noi per parlarci dei suoi sentimenti, risentimenti, sogni, disinganni, donne, perduti amori, dolcezza dell’amicizia, virtù conviviale e conversevole, amore infinito per la campagna, liturgia delle stagioni, origini di terragno venosino; un poeta che afferma, con orgoglio, di aver “costruito un monumento più duraturo del bronzo”, che non “morirà del tutto”: i suoi Canti dureranno finché il sole splenderà sull’umanità sofferente. 

E’ l’uomo che ha vissuto gran parte della sua vita all’ombra del Palazzo augusteo, che ha vissuto in dimestichezza con i tanti sodali del circolo poetico di Mecenate, ma che ha conservato con  tenacia le sue radici di lucano testardo, libero, il suo amore per un padre liberto che lo volle a Roma fra i grandi, ha conservato negli occhi della memoria i quadri della sua terra, del Vulture, Venosa, del cielo lucano, del nibbio e della poiana e dell’aquila e del lupo.

E’ un Orazio che ha servito la politica di restaurazione morale perseguita dal Principe, ma che s’interroga, perplesso e angosciato, sui misteri della storia di cui è stato protagonista e spettatore: perché il cesaricidio se Cesare era in Antonio e Augusto? Perché le guerre civili e sangue, tanto sangue fraterno? E’ l’uomo che avverte vicino l’ineluttabile incontro con la Morte, la scomparsa di Mecenate, “metà della sua vita”,: lo seguirà, com’era nei suoi voti, 59 giorni dopo, il 27 novembre dello stesso 8 A.C. Aveva 57 anni.

Pubblicità

Pubblicità
Copy link
Powered by Social Snap