domenica, 25 Febbraio 2024

Riceviamo e pubblichiamo dagli “Amici della biblioteca”:

Abbiamo letto la delibera della Giunta regionale che annuncia l’onere finanziario per l’attuazione del progetto della Provincia di Matera pari a 870 mila euro e di demandare all’Ufficio Politiche di Sviluppo gli adempimenti conseguenti alla deliberazione.

Questione chiusa? No. Pemangono, in realtà, diversi dubbi. A iniziare dalla possibilità di fruire rapidamente delle risorse annunciate ma, cosa ancora meno chiara, è la reale disponibilità delle somme. Siamo alle schede progettuali, che forse vanno modificate, ma sarebbe utile sapere da quando queste risorse saranno realmente fruibili. È facile interrogarsi anche alla luce delle ultime vicende riguardanti la Biblioteca, che non vede risorse dal 2021. Non lesiniamo i ringraziamenti, tuttavia, non vorremmo trovarci nella condizione (disastrosa per la Biblioteca) di scoprire che queste risorse sono in realtà virtuali e non esigibili. Ma fiduciosi, nel riconoscere l’impegno della Regione e della Provincia, che sarà compiutamente valutato alla prova dei fatti, ci auguriamo di essere smentiti al più presto.

La stabilizzazione della spesa è in ogni caso necessaria e significa, finalmente, non dover tornare più a chiedere tutti gli anni la conferma di impegni finanziari che dovrebbero essere automaticamente onorati in un preciso capitolo di spesa. Gli 870 mila euro rappresentano, in realtà, solo un piccolo primo passo rispetto alle problematiche che vive la Biblioteca e rispetto alle soluzioni evidenziate con un nostro manifesto che ancora attendono risposte. Non si tratta solo di “svoltare l’angolo”, si tratta di mettere la Biblioteca nelle condizioni di fornire un servizio  continuativo 8,30 – 18,30, spalmato in 6 giorni su 7, con apertura anche al sabato mattina. Esattamente come accadeva qualche anno fa e come fanno tutte le altre  biblioteche, potenziando prima di tutto i servizi tradizionali (consultazione, prestito e lettura) attraverso l’implementazione dell’organico, operazione  possibile attuando le proposte già a più riprese avanzate. Occorre anche potenziare le postazioni internet e i servizi ad esso  collegati tramite un ammodernato della rete dei personal computer, ormai obsoleta. Dopo aver potenziato i servizi di base è necessario aprire la Biblioteca a quello che potremmo definire “welfare socio-culturale”, percorso esaltante che coniuga i verbi del futuro rendendoli realtà attiva e concreta.

Di seguito, riportiamo nuovamente le proposte necessarie al potenziamento della Biblioteca.

Nell’immediato: 

1) Confermare gli impegni presi dalla Regione stanziando la restante parte pari a 570 mila euro  di quel milione e 300 mila euro, annunciato lo scorso 28 luglio 2023;

2) Procedere alle assunzioni a tempo determinato per coprire i vuoti nell’organico, un’operazione possibile nell’immediato. Le norme in materia di pubblico impiego prevedono ben quattro tipologie di rapporti di lavoro flessibili: due previsti dal CCNL Funzioni Locali (contratto di lavoro a tempo determinato e contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato) a cui si vanno ad aggiungere quelli attualmente previsti dall’articolo 3-ter del decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2023, n. 74 (contratto a tempo determinato di apprendistato e contratto a tempo determinato di formazione e lavoro).

In prospettiva:

A) Portare a compimento il concreto processo di trasferimento della delega piena dalla Regione alla Provincia previsto dalla legge Del Rio (unica regione in Italia a non averlo fatto);

B) Approvare il disegno di legge “Politiche regionali in materia culturale”, anche per non dividere le competenze culturali in molteplici ambiti, attività che non possono essere gestite a pezzettini;

C) Applicare una modifica al Piano di assunzione triennale e inserire le figure professionali necessarie a coprire i vuoti nell’organico della Biblioteca;

D) Appurata l’esiguità degli spazi disponibili, restituire alla Biblioteca i locali attualmente utilizzati da altre realtà, la collocazione dell’Apt al posto della Mediateca va ripensata;

E) Evitare la cessione di ulteriori spazi della Biblioteca ad altre realtà e mantenere la vocazione di presidio culturale del Palazzo dell’Annunziata al servizio del territorio provinciale.

Si tratta di dare corso a un vero e proprio piano/programma che definisca e strutturi la spesa annuale, nonché le priorità operative con l’obiettivo di ridisegnare le finalità, il modello organizzativo e l’offerta dei servizi bibliotecari e culturali della Biblioteca. Un traguardo che non si risolve solo con l’informatizzazione e standardizzazione ormai trasferita altrove. Il tema è eminentemente culturale e si sviluppa con la costruzione di un pool di risorse umane capaci di salvaguardare, tutelare e far vivere la Biblioteca – siamo passati da 45 a 12 dipendenti – ma anche tramite precisi momenti gestionali e impegni di spesa in grado di garantire continuità amministrativa.

Per finire, si ringraziano quanti stanno assicurando volontariamente il loro sostegno, a partire dalle oltre 27 mila firme raccolte on line, per quanto non abbiamo avuto ancora il tempo di contare quelle raccolte sul cartaceo. A questo proposito ci uniamo ai dipendenti della Biblioteca e insieme ringraziamo pubblicamente i cittadini comuni di ogni età e ceto sociale, i docenti e gli studenti di ogni ordine e grado che in questi giorni hanno voluto testimoniare il loro attaccamento alla Biblioteca, li ringraziamo anche per le tante domande che hanno rivolto e per la possibilità che ci hanno dato di raccontare cosa significa avere a disposizione tutti il ricco patrimonio condiviso nel Palazzo dell’Annunziata. 

Per concludere davvero, sarà anche il caso di ricordare a tutti noi che la Biblioteca non è luogo di dispute elettorali e men che meno di laceranti duelli campanilistici. Al di sopra di inutili illazioni, al di là di illogiche congetture, è a ognuno noto che i libri non votano. Non alziamo muri, costruiamo ponti.

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