giovedì, 25 Luglio 2024

Oggi vorrei proporvi una bella, anzi bellissima poesia di Gerard Manley Hopkins.

Gerard Manley Hopkins nasce nel 1844, studiò a Oxford, dove si convertì al cattolicesimo e divenne gesuita a 24 anni.

Fu attivo come sacerdote e predicatore.

Nel 1884 ottenne la cattedra di letteratura greca all’università di Dublino.

Si stabilì in modo definitivo in Irlanda, come insegnante, per obbedienza ai superiori religiosi.

Morì in Irlanda nel 1889.

La poesia che vi propongo è la seguente: “Lottando con Dio”.

Le mie preghiere incontrano un cielo di bronzo

e cadono e si sperdon tutte…

Il mio cielo è bronzo e ferro della mia terra:

anzi, ferro è mescolato alla mia creta,

tanto indurita è in questa carestia

che la preghiera non l’infrange.

Né lacrime, né lacrime questa rozza creta

Plasmerebbero, se lacrime ci fossero.

Guerra delle mie labbra in verità,

lottando con Dio, ora è la mia preghiera.

Avete notato un cielo di bronzo è segno del silenzio di Dio, la creta, tanto indurita è la preghiera come lotta con Dio, sulla scia di quella sperimentata da Giacobbe alle rive del fiume Jabbok, il non avere lacrime per piangere e sciogliere il grumo del dolore.

Avete notato che è una espressione di fede lacerata, ingaggiando con lui una sfida nell’attesa di un abbraccio.

La storia ci dice che per i suoi confratelli “aveva una mente sottilissima, che troppo rapidamente consumò la fragile forza del suo corpo”.

Augusto Guidi, grande anglista, sintetizzò così la vita di Gerard Manley Hopkins: Nella sua vita breve non conobbe nessuna sorta di gloria né di notorietà: visse tra la sua preghiera e la sua poesia, noto a pochi insigni amici. Soltanto dopo la sua morte se ne è scoperta la grandezza. V’è chi lo ritiene il maggior poeta inglese dei suoi anni”. 

Nicola Incampo

Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

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