giovedì, 25 Luglio 2024

Un criminologo forense impegnato in un Centro Anti-violenza di genere di Ancona, una giornalista irlandese che lavora per un magazine digitale. Lui, originario della Palestina, ha un’aria trasandata mentre lei ha una classe innata e con naturalezza frequenta gli ambienti più “in”. Sono marito e moglie, Pepe Ruggieri (Ruggieri con la “i”, come ripete sempre lui) e Flo McCarthy, una coppia che più anomala non potrebbe essere. Eppure, il loro matrimonio ha retto fin quando la richiesta di Flo di avere un bambino non si è fatta sempre più pressante, diventando un qualcosa di essenziale.

Una sera Pepe rientra a casa e non trova la moglie. La cerca ovunque, ma Flo sembra sparita nel nulla. Disperato, contatta le amiche, i conoscenti… Di lei non c’è traccia.

Inizia così L’errore (SEM), il nuovo romanzo di Piernicola Silvis, un fuoriclasse che ci ha abituati a trame forti e coinvolgenti, dall’intreccio serrato. Accade anche in questo libro, con personaggi tridimensionali, che hanno uno spessore non indifferente e sono delineati alla perfezione dal punto di vista psicologico dall’autore – Pepe in prima persona, Flo in terza, dando alla storia un duplice piano narrativo.

Pepe chiede aiuto alle Forze dell’ordine, diventando subito il primo sospettato, proprio lui che tutela le donne vittime dell’aggressività di mariti, fidanzati o ex compagni.

Iniziano ipotesi disparate sulla scomparsa di Flo, gli inquirenti non tralasciano nessuna pista, spinti anche dai rapporti personali che inevitabilmente hanno avuto con Pepe. Incidente, femminicidio, suicidio, fuga volontaria: l’unica certezza è che Flo ha lasciato a casa la fede e, prima di sparire, ci ha tenuto a salutare Pepe in modo insolito e a chiamare i genitori in Irlanda.

Evitando di fare spoiler, il lettore è consapevole di ciò che è accaduto a Flo e segue lungo un doppio binario – la descrizione di ciò che sta accadendo alla ragazza e l’io narrante di Pepe – la vicenda.

Del tutto imprevedibile il finale: del resto, leggendo un maestro del noir come Silvis sarebbe stato difficile aspettarsi il contrario.

Un monito è il leitmotiv del libro: quando si commette un grave errore, la vita non consente di tornare indietro nel tempo e resettare tutto.

L’errore è un romanzo sui sentimenti dal ritmo incalzante, in cui nessuno dei protagonisti può considerarsi del tutto dalla parte della ragione o del torto.

L’errore, dalle parole di Silvis, intende onorare la memoria di due servitori dello Stato: gli agenti di Polizia Ulderico Biondani e Vincenzo Bencivenga tragicamente uccisi per mano di un pregiudicato, nel corso di un conflitto a fuoco avvenuto a Sommacampagna il 14 marzo 1992.

“Ulderico Biondani aveva ventinove anni e una bambina in tenera età. Vincenzo Bencivenga aveva ventotto anni. Ulderico lo conoscevo bene, era stato in squadra con me. Vincenzo no, ma di persone perbene come loro nelle Forze dell’ordine ne ho incontrate in quantità. Come vedete, amici lettori, spesso la fantasia di un autore di fiction è poca cosa in confronto alla crudezza della realtà”.

Dopo i volumi dedicati a Renzo Bruni – il poliziotto integerrimo che abbiamo incontrato in Formicae (2017), La Lupa (2018), Gli illegali (2019, finalista del Premio Bancarella 2020) e La pioggia (2021) tutti editi da SEM, Silvis ci ha regalato un’altra storia avvincente. L’autore è nato nel 1954 a Foggia. Alto dirigente della Polizia di Stato, ha lasciato il servizio nel 2017 come questore di Foggia. Ha all’attivo anche Un assassino qualunque (2006), L’ultimo indizio (2008) e Gli anni nascosti (2010) e Storia di una figlia (2020). I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue.

Rossella Montemurro

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