mercoledì, 17 Luglio 2024

Chiunque legga un thriller di Jane Corry non può non rimanerne rapito. A trame sempre verosimili pur nella loro complessità, la Corry affianca uno stile impeccabile che, in un crescendo rossiniano, coinvolge il lettore in prima persona “portandolo” al centro della scena, facendolo entrare in empatia con i protagonisti, mostrandogli dal vivo tutte le sfumature psicologiche.
La regina dei bestseller in Inghilterra e negli Stati Uniti è da poco tornata in libreria con Le tre bambine (Piemme, traduzione di Ilenia Provenzi), un thriller intenso che anche questa volta non ha paura di gettare luce sulle ombre e sul passato di alcune donne. Le voci sono quelle, alternate, di Alison e Kitty: la prima è un’insegnante di arte in un college di Londra, comporre vetrate artistiche è la sua grande passione; la seconda, invece, ha riportato, dopo un terribile incidente, danni permanenti al cervello ed è rinchiusa in un istituto su una sedia a rotelle. Kitty ha perso la memoria, non riesce a esprimersi eppure il flusso dei suoi pensieri riusciamo a seguirlo nitidamente – e spesso è sconvolgente con quanta autenticità la Corry sia riuscita a rendere il profilo interiore di questa donna.
Con lo stipendio del suo lavoro, Alison – con una vita anonima e senza relazioni – riesce ad andare avanti con molte difficoltà: ecco perché immediatamente si candida quando legge l’annuncio in cui si cerca un docente d’arte per una prigione maschile. Quel posto è suo, è solo che da quel momento inizia a ricevere strani e inquietanti messaggi, come se qualcuno la osservasse da molto vicino,
In contemporanea, qualcosa in Kitty si sblocca e, prepotenti, iniziano a riaffiorare alcuni ricordi. Ma c’è sempre il dubbio che, anziché flashback, possano essere frutto di fantasia…
Sia Alison sia Kitty sono vincolate dal proprio passato e sembra che quello che era il loro segreto non sia più tale. Chi è la terza bambina?
Le ambiguità di ognuno di noi, all’improvviso, possono rivelarsi pericolose. In Le tre bambine sono preponderanti le bugie, il senso di colpa, la capacità di soffocare i sentimenti. La Corry disorienta il lettore, in un caleidoscopio di psicologie femminili contorte eppure così reali, con la consapevolezza che il passato, se non lo si affronta, torna sempre a tormentare.
Jane Corry ha pubblicato per Piemme anche La nuova moglie(Piemme, 2017). Scrive per diversi giornali inglesi, tra cui The Times e The Daily Telegraph, ed è stata insegnante di scrittura in una prigione di massima sicurezza – esperienza che ritorna nei suoi thriller.
Rossella Montemurro
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