mercoledì, 24 Luglio 2024

“Il fluo in foto viene benissimo, le strobo danno a ogni scatto ancora più movimento. Il buio dei locali milanesi avvolge figure e corpi senza volto mentre si dimenano, mentre vogliono bucare la fotocamera, come se quella fosse la validazione suprema, il motivo principale per cui anche stasera si sono trascinati fuori di casa: Guardami, guarda come mi diverto.

Eppure, quando la sbornia mi passa e mi rivedo nelle foto, penso di aver preso parte a un esorcismo più che a una festa. I muri neri, i capelli rosso fuoco e la mia pelle bianchissima a contrasto, mi rendono una sagoma. Per un attimo è come se fossi bidimensionale, come fossi un fumetto”.

Sono notti lunghissime quelle milanesi tra feste, droga e un malessere strisciante. Le racconta in presa diretta una ragazza in Animali notturni (Einaudi) di Carlotta Vagnoli. Il suo non è uno sguardo indulgente ma l’analisi impietosa di una generazione di ragazzi negli anni Duemila. I millennials della Vagnoli vivono in una Milano di giorno cupa e dedita al lavoro ,che di notte si trasforma: giovani allo sbando che fanno festa fino all’alba, musica indie e serate leggendarie, club con la selezione all’ingresso, sbronze infinite e skinny jeans, cellulari con tasti veri, MySpace al posto di Facebook che sta muovendo i primi passi, after quando fuori è già giorno e soprattutto cocaina, tantissima cocaina. L’Autrice cattura, senza edulcorare niente, la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra.

Nell’incipit c’è tutta la forza emotiva degli Animali notturni: G si getta nel vuoto dal sesto piano, ed è come se con lui venisse giù tutto quanto. Crollano le certezze e inizia una sorta di analisi che non risparmia nessuno dei personaggi che popolano notti lunghissime e sfrenate. Tipo Mick, il principe delle feste, o Mon Chéri, che si guadagna la vita facendo lap dance o, ancora, una ragazza coi capelli rossi che in quel mondo luccicante e bizzarro vorrebbe disperatamente capire chi è davvero. Per tutti loro l’obiettivo è partecipare a un party infinito, perché se tutti quanti lo desiderano nello stesso istante, magari il giorno dopo il sole su Milano non sorgerà. Poi le persone cominciano a buttarsi dai palazzi, la presenza di un predatore sessuale genera un clima di psicosi e per gli animali notturni si sfaldano le certezze.

Quasi un contrasto con una narrazione che descrive ragazzi disposti a perdersi e stordirsi, spicca lo stile accattivante e ricercato dell’Autrice.

Carlotta Vagnoli è nata nel 1987. Ha pubblicato Maledetta sfortuna. Vedere, riconoscere e rifiutare la violenza di genere (Fabbri 2021), Poverine. Come non si racconta il femminicidio (Einaudi 2021) e Memoria delle mie puttane allegre (Marsilio 2022).

Rossella Montemurro

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