“L’amore deve far piangere. Deve far morire.  Ti deve prendere il panico, lo devi sentire nella pancia. Ti  deve mancare l’aria. Magari ti ammali pure, come nei vecchi romanzi dove si moriva per amore. Se non succede, a che è servito proclamarsi innamorati? L’amore ti sposta, altrimenti a che vale? La vita è già piena di cose che non ti fanno andare da nessuna parte. Almeno l’amore deve cambiarti.”
L’amore secondo Federico Moccia è così: travolgente, avvolgente, totalizzante. E nel suo ultimo romanzo, La ragazza di Roma Nord (SEM) non poteva che parlare, ancora una volta, d’amore, con una storia a due voci molto delicata e piena di sfaccettature.
Simone, universitario, sta viaggiando in treno per raggiungere Sara, la sua ragazza, a Verona. Stanno insieme da un anno e vuole farle una sorpresa per festeggiare il primo anniversario. Insieme a un regalo e a un weekend che dovrebbe lasciarla senza parole, la raggiunge carico di entusiasmo, promesse, aspettative. Di fronte a lui, sul treno, si siede una ragazza bellissima che subito lo coinvolge, con le sue storie e, nello stesso tempo lo intriga. Iniziano a confidarsi, tra loro c’è molta sintonia, sono sulla stessa lunghezza d’onda ma sono anche consapevoli che quell’incontro è destinato a finire lì. Proprio per questo lei suggerisce di non dirsi i rispettivi nomi nè scambiarsi i numeri di cellulare per non avere la possibilità di ritrovarsi. Lei rimarrà per sempre “la ragazza di Roma Nord”, lui sarà Argo.
Quando lei scende alla stazione di Firenze, Santa Maria Novella, Simone prosegue verso Verona. Quello che però avrebbe dovuto essere un giorno indimenticabile si trasforma in un incubo: scopre, infatti, nel peggiore dei modi, che Sara ha un altro.
Il treno, con tutte le sue metafore, è il leitmotiv di questo romanzo. Dolce ma non sdolcinato, ancorato alla realtà – non si perdono di vista anche tematiche complesse, il rapporto difficile padri figli, la malattia, l’amicizia – eppure capace di farci sognare, La ragazza di Roma Nord è uno di quei romanzi in grado di catturare il lettore con il suo caleidoscopio di vite che si intrecciano, si  sfiorano, si scontrano: “Chissà che storia c’è dietro a ogni persona che sto vedendo. Mondi che non conoscerò e che posso sfiorare per un  secondo soltanto e poi mai più nella vita. Questo è uno dei  motivi per cui mi piace viaggiare in treno. Immaginare le  storie degli sconosciuti che incrocio e farmi i miei film. È un  po’ come vivere mille vite alla volta, vedere mille film comodamente seduto in seconda classe. 
Simone deve assolutamente rintracciare la ragazza di Roma Nord ma l’unica cosa che li unisce è il treno. La stazione, quindi, può essere un indizio da cui partire: sperando di rivederla, Simone decide di aspettarla dove lei è scesa, a Santa Maria Novella. Un gesto forte, dettato dall’amore ma, soprattutto, un gesto che non può passare inosservato: ecco che la sua diventa una storia virale, ne parlano i social, la gente è incuriosita, lui conosce nuove persone. La sua caparbietà, la fiducia, cieca, nei sentimenti lo aiutano a maturare, a crescere, a vivere. E non solo.
È il 1992 quando Federico Moccia esordisce a proprie spese, dopo il rifiuto dei maggiori editori, con Tre metri sopra il cielo. Nel 2004, dopo aver circolato per anni in fotocopia, il libro viene ripubblicato da Feltrinelli e diventa un bestseller internazionale con oltre 4.500.000 copie. Due anni dopo esce il seguito della storia d’amore di Babi e Step, Ho voglia di te. Entrambi diventano film. Nel 2017 esce la terza parte della saga, Tre volte te. Ha scritto anche i romanzi Scusa ma ti chiamo amore e Scusa ma ti voglio sposare, trasformati in film di grande successo dallo stesso Federico Moccia e interpretati da Raoul Bova e Michela Quattrociocche. I libri di Federico Moccia sono tradotti in oltre quindici paesi. La ragazza di Roma Nord contiene pagine scritte da: Antonietta Cantiello, Fabio Castano, Federica Costabile, Loredana Costantini, Gian Carlo Lisi, Rebecca Puliti, Noemi Scagliarini, Michela Zanarella.
Rossella Montemurro
Pubblicità
Pubblicità