martedì, 23 Luglio 2024

Ci sono romanzi che hanno il potere di catturare il lettore e avvincerlo in un’incredibile spirale di suspense. Per trama, stile e ritmo, La ragazza dei sogni (Bollati Boringhieri, traduzione di Benedetta Gallo) di Laura Lippman, è uno di questi.

Con chiari rimandi a Misery non deve morire di Stephen King, il protagonista è Gerry Andersen, uno scrittore di successo che non riesce a scrivere il nuovo libro a causa del famigerato blocco del foglio bianco. Dopo una strana ma rovinosa caduta dalla scala sospesa del suo lussuoso appartamento in un grattacielo di Baltimora, Gerry è costretto a letto. Intontito dai medicinali, è assistito giorno e notte da due donne che conosce appena: Victoria, la sua assistente personale, efficiente quanto fredda, e Aileen, sciatta ma professionale come infermiera. Lui, impossibilitato a muoversi per le fratture, dipende in tutto e per tutto da loro.

Le sue giornate trascorrono cercando di schivare un agente che pretende al più presto il nuovo romanzo, la ex Margot – bellissima, eterea, pronta a rivolgergli sempre e solo richieste – e una serie di pensieri che se gli permettono di far passare il tempo lo fanno stare in bilico tra presente e passato. Flashback in cui la sua vita alla moviola ritorna con prepotenza, senza un ordine cronologico ma con accadimenti che gli sono rimasti particolarmente impressi, nel bene e nel male. Se già questo basterebbe a non farlo stare completamente tranquillo, una telefonata in cui una voce suadente gli dice di essere la “vera” Aubrey lo fa andare nel panico. Aubrey, infatti, è La ragazza dei sogni, la protagonista del bestseller di Gerry. Un personaggio frutto della sua fantasia, nonostante alcuni lettori credano che sia ispirato a una storia vera. È come se Aubrey iniziasse a perseguitarlo con telefonate il cui numero non rimane registrato o, se rimane, risulta provenire da fonti improbabili rispetto alla donna, una lettera di cui non c’è più traccia fino a un’inquietante visita notturna. Gerry è spaventato, si chiede fino a che punto Aubrey sia reale o sia un brutto scherzo dovuto, forse, a un inizio di demenza, la stessa che ha ucciso la madre. È un crescendo vorticoso di ambiguità e chiaroscuri, può essere che sia davvero vittima di una donna tendenzialmente pericolosa (se fosse la “vera” Aubrey gli rovinerebbe la reputazione e lo manderebbe sul lastrico) o della sua mente che perde colpi. E probabilmente, tra le due, non esiste un’opzione migliore. Verso un finale sorprendente, la Lippman pagina dopo pagina ci ipnotizza, portandoci anche a “parteggiare”, a un certo punto, per un uomo non certo cristallino qual è Gerry, eppure in una condizione di estrema vulnerabilità è solo da compatire.

La ragazza dei sogni è un vero page-turner che scandaglia temi molto attuali: il potere, l’appropriazione, l’influenza che più o meno consapevolmente esercitiamo sugli altri.  Un metaromanzo capace di affascinare il lettore in maniera irresistibile.

Laura Lippman, considerata tra le migliori crime novelist degli ultimi anni, ha vinto numerosi premi dedicati ai suoi romanzi gialli e polizieschi, tra cui l’Edgar Award, l’Anthony Award, l’Agatha Award, il Nero Wolfe Award.
Lippman è apparsa in una scena del primo episodio dell’ultima stagione di The Wire come reporter impiegata al «Baltimore Sun», ruolo da lei effettivamente svolto nella vita reale per oltre vent’anni, prima di lasciare il giornalismo per la narrativa.
Per Bollati Boringhieri ha pubblicato nel 2021 La donna del lago. Vive a Baltimora e ama scrivere nel caffè del suo quartiere, Spoons.

Rossella Montemurro

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