mercoledì, 24 Luglio 2024

Bambina strappata dalla mamma a soli due anni per essere portata in un collegio degno dei peggiori incubi, ragazza splendida che vive i suoi vent’anni come l’adolescenza che le era stata negata, ma sempre attenta ai valori.

Dal racconto più intimo, quello di un’infanzia devastata, fino ai primi passi nel mondo dello spettacolo, dall’apice della carriera fino alla trappola – che per mesi ha imperversato sui media – di Marco Caltagirone, Pamela Prati in Come una carezza (Cairo editore) mette a nudo la propria anima rivelandosi fragilissima, ingenua, facile preda di uomini con personalità fori e tendenzialmente maschiliste.

Il ritratto della soubrette è ben lontano dalle copertine patinate di Playboy o dai lustrini del Bagaglino. La Pamela (Paola, il suo vero nome) bambina vive di solitudine e angosce nelle fredde stanze di un collegio contraddistinto dall’anaffettività, dalle punizioni corporali, dall’assenza di empatia. È finita lì insieme ai fratelli e alle sorelle, otto, perché qualcuno, a Ozieri (il paese, dove è nata, in provincia di Sassari) ha segnalato ai servizi sociali che la madre, sola e troppo povera, era inadeguata a crescerli. Mamma Salvatora, una donna di una bontà d’animo smisurata quanto la forza che ha provato a non perdere quando Paolo, il marito (“di una bellezza sfacciata che lo faceva assomigliare a icone dell’epoca come Clark Gable, si muoveva nella vita con carisma e natura­lezza, senza farsi toccare da nulla”) la lascia per un’altra.

Delusioni, abbandoni e tradimenti saranno la costante della vita di Pamele, un filo sottile e parallelo a una carriera sfolgorante.

Dalla Sardegna a Roma e da Roma a Milano, si riaffaccia in una catena di traslochi, traumi, amori e dolori che trasformerà Paola Pireddu in Pamela Prati, «l’ultima delle soubrette». C’è l’amicizia con Walter Chiari (“un incontro di fragilità e di destini: Walter, vedendomi così giovane, ingenua, con un passato difficile, tentava di proteggermi, ma in realtà ero io, nel momento di massima forza ed energia della mia vita, a sollevarlo da se stesso e dai suoi fan­tasmi”) e la conquista della popolarità che le permette di mantenere la promessa fatta a sua madre, di non farle mancare mai più niente, di ripagarla per tutti i sacrifici. Il destino però sembra continuare ad accanirsi contro Pamela che, proprio quando tutto, sul piano lavorativo, va per il meglio, la fa piombare nell’inferno dell’anoressia. Sarà Adam, il suo compagno di allora diventato poi uno dei suoi più cari amici, a salvarla.

Ma la stabilità sentimentale di Pamela sarà difficile da raggiungere. Lei è disperatamente in cerca di uomo con cui costruire una famiglia – sogna un figlio. Accanto si ritrova solo persone viscide, con la smania del possesso.

Quella con Marco Caltagirone, la truffa odiosa di cui è vittima, è l’ennesimo trauma nella sua vita sentimentale. È un’esperienza che descrive con il cuore in mano, senza risparmiare niente.

Attraverso vicende e retroscena filtra la lezione più importante: l’amore più grande, che non dobbiamo mai tradire, è quello per noi stessi.

Rossella Montemurro

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