sabato, 20 Luglio 2024

Hélène  aveva una cotta adolescenziale per un ragazzo che non la guardava neanche, preso com’era dalla sua migliore amica. Un classico, che prende forma dalle pagine di un diario letto di nascosto dove, nero su bianco, è possibile rendersi conto di quanto è davvero accaduto tra Charlotte e Christophe.

Sono trascorsi anni, Hélène ne compirà a breve quaranta, si è sposata, ha due figlie. È sempre di corsa e irrisolta, nonostante agli occhi degli altri appaia una donna realizzata: nata nell’Est della Francia, ha vissuto a lungo a Parigi, ottimi studi alle spalle, una carriera stimolante. Ma dentro di sé ha un vuoto che non riesce a riempire, è insoddisfatta, convinta di aver sprecato la sua vita. Spinta da una sua giovane collega, inizia a usare le app di incontri, una scelta che amplifica la sua inquietudine. Christophe è solo un ricordo sbiadito fin quando i loro sguardi per caso non si incrociano in un locale. A differenza di Hélène, lui non ha mai lasciato la cittadina in cui sono cresciuti e sembra sia rimasto un eterno adolescente, con la capacità di procrastinare il futuro “da grande” e le responsabilità. Abita con suo padre e suo figlio, vende cibo per cani e ha ricominciato a giocare a hockey proprio come quando aveva sedici anni.

Tra Hélène e Christophe basta quello sguardo e poi un messaggio, un appuntamento che sottintende la voglia reciproca di vivere un’ebbrezza sfumata da ragazzini.

La canzone popolare (Marsilio, traduzione di Margherita Botto) di Nicolas Mathieu, uno degli scrittori più celebrati della letteratura francese contemporanea, procede sospeso tra presente e passato. L’incontro di Hélène e Christophe riporta alla luce quel percorso a distanza che hanno compiuto insieme. Per Hélène è una stabilità affettiva ed economica che non ha arginato il desiderio e la ricerca di altro – il brivido del tradimento, la smania di sentirsi ancora apprezzata – per Christophe una serie di tentativi ed errori –, una relazione da cui è nato un bambino ma che è finita, un essere ancora troppo figlio per affrancarsi da dinamiche familiare – che tuttavia non lo impensieriscono né lo limitano. Gli anni e le esperienze passate, per entrambi, si riverberano in quel che sono oggi, adulti senza essere davvero cresciuti. Ed ecco la loro nostalgia di un’adolescenza che non tornerà, la loro voglia di ricominciare daccapo. E il desiderio di due corpi non più innocenti, ma dannatamente vivi.
La canzone popolare è una romantica e potente ballata sul tempo che passa, sui piaceri che ci rimangono quando i sogni evaporano, sulle chimere a cui ci aggrappiamo per non essere travolti dalla paura del domani.

Nicolas Mathieu (1978) vive a Nancy. Dopo aver studiato storia e cinema, si è trasferito a Parigi, dove ha svolto i mestieri più disparati, quasi tutti mal retribuiti. Con il suo secondo romanzo, E i figli dopo di loro (Marsilio 2019), ha vinto il Premio Goncourt ed è stato tradotto in venti paesi. Come una guerra, la sua opera d’esordio, premiata dalla critica e osannata dai lettori, ha ispirato una serie tv andata in onda su France 3.

Rossella Montemurro

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