giovedì, 29 Febbraio 2024

“Ritratti di Matrimoni”, una mostra inedita a Matera

 Dal 12 al 16 marzo, nelle scuderie di Palazzo Malvinni Malvezzi sarà ancora una volta protagonista la fotografia di matrimonio d’autore. In occasione della Convention annuale di ANFM, unica Associazione italiana di fotografi matrimonialisti, Maurizio Beucci,...

Un dibattito su Mezzogiorno, economia e cultura con omaggio a Rocco Scotellato si ètenuto nei giorni scorsi a Matera.  A organizzarlo la Fondazione Carical che per l’occasione ha invitato lo scrittore Raffaele Nigro a tenere un’apposita lezione. Sono intervenuti il presidente e il v.presidente della Fondazione Giovanni Pensabene e Nunzio Olivieri, Mario Bozzo presidente del Premio della Cultura mediterranea; da segnalare le riflessioni dell’ex parlamentare Vincenzo Viti e di Raffaello De Ruggieri, già sindaco di Matera. Tutti si sono detti d’accordo sulla necessità di tornare a far dialogare cultura, politica e imprenditoria. Nigro ha svolto una ricostruzione storico – letteraria del ‘900 meridionale. Sull’argomento gli abbiamo posto alcune domande. 

Quanto è attuale il pensiero di Scotellaro oggi?

E’ ancora fondamentale. I tempi sono cambiati rispetto ai suoi, lui difendeva il mondo contadino, oggi dobbiamo guardare alla fuga dei giovani del Sud. Ciò che rimane è l’insegnamento all’impegno civile e politico che lui ci ha dato.

La sua poesia ha un valore più politico, sociale o letterario?

Tutti e tre: dal punto di vista letterario Scotellaro parte da Sinisgalli e Leopardi,  nel senso che prende quel linguaggio alto e lo utilizza nella sua poesia. Ha un valore politico e sociale perché a differenza di Verga e Levi, che erano osservatori del mondo lui si può muovere grazie alle organizzazioni politiche e sindacali. La sua è una poesia assolutamente di impegno.

Possiamo ancora parlare di Letteratura meridionale?

Credo di sì. C’è una parte degli scrittori meridionali che seguono la via di Saviano e vedono il disastro del Mezzogiorno che si dibatte tra camorra, ndrangheta  e mafia. Poi c’è chi vuole raccontare un Mezzogiorno diverso, in cammino e basta pensare a quello che il turismo sta facendo. C’è anche chi si impegna in un discorso Sud/Nord per combattere l’autonomia differenziata che affosserebbe ulteriormente il Mezzogiorno abbandonato dal Governo centrale e dal Parlamento. Però diciamoci la verità se l’editoria del Sud non ha distribuzione, se non abbiamo un grande quotidiano che arrivi ogni mattino a Milano è come combattere contro i mulini a vento.

Sta per pubblicare un nuovo libro ?

Uscirà a marzo, sarà un romanzo e riguarderà appunto i temi del Mezzogiorno ma anche la fine di un tempo in cui letteratura, pittura e arti erano al centro delle attenzioni degli intellettuali.

Filippo Radogna

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