giovedì, 30 Maggio 2024

Ho fatto da padrino di cresima ad un detenuto. Un ragazzo che ha valuto cresimarsi in carcere e che mi ha scelto come… modello.

Confesso che ogni volta che entro nella casa circondariale ho davanti a me la figura di San Pietro. Lui ha rinnegato Gesù, si è vergognato di dire che era amico di Gesù, però ha capito che la salvezza era solo e solamente Gesù. Ma è ritornato da Gesù. E questo chiedo sempre al Signore quando varco il cancello della casa circondariale.
Daniele mi ha scelto come padrino, come modello.

Ma perché ha voluto ricevere il sacramento della cresima?

Il motivo è semplice: Daniele vuole diventare un altro Daniele e vuole ricevere la Confermazione perché è già un altro uomo, un dono. Vuole dimostrare prima a se stesso e poi agli altri detenuti che questo sacramento è un passo che sigilla e rafforza il nostro credo. La Cresima, o Confermazione, è uno dei sette sacramenti che tutti i fedeli sono chiamati a ricevere. Purtroppo sono sempre di meno i ragazzi che scelgono di proseguire il loro cammino di fede.
Alcuni lo fanno per i regali che riceveranno, altri perché è un requisito necessario per sposarsi e solo una piccola percentuale accoglie il sacramento come un dono e un passo che sigilla e rafforza il nostro credo.
Una volta Daniele mi chiese: “Quali sono le origini di questo sacramento?”. Risposi che le troviamo riportate nel Nuovo Testamento. Negli Atti degli Apostoli, infatti, leggiamo: “Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.” (Cfr. Atti 8 14–17).
Se ne parla anche nel Vangelo di Giovanni, nella Lettera agli Efesini e nella Lettera agli Ebrei. Ho spiegato a Daniele che fare la cresima è un passo importante. Come dice il nome stesso, significa “confermare” e “rafforzare” la nostra fede nei confronti del Signore che avviene attraverso l’unzione con il Crisma.

Con questo sacramento accogliamo lo Spirito Santo nel nostro cuore e lo lasciamo agire. Cristo si manifesta in noi, prende forma nella nostra vita, e da quel momento in poi attraverso di noi sarà Lui a pregare, a infondere la speranza, a perdonare, a seminare la pace, a creare comunione e ad aiutare i bisognosi.

Senza questo sacramento si resta a metà del cammino di fede che ci porta verso il Signore. Non è facile, per Daniele, capire cosa significa accogliere lo Spirito Santo e Dio nella propria vita ed ecco perché diventano essenziali il padrino e i catechisti.

Nicola Incampo
Responsabile della CEB per l’IRC e la Pastorale Scolastica

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