Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del prof. Alberto Borsò (ANAPS):

Da mesi in Italia giustamente si parla soltanto di questa epidemia e sono comparsi decine, centinaia di esperti in Virus e cose del genere. Come per il calcio ci sono milioni di allenatori, così per questa influenza chiamata da tutti confidenzialmente Covid 19, ci ritroviamo milioni di esperti e di opinionisti. Ogni personaggio televisivo, magari fino a ieri esperta nel mostrare gambe e altre parti anatomiche si scopre esperta anche in epidemie e si inventa la sua ricetta per sconfiggere il Covid senza trascurare di emettere una sbrigativa sentenza assolutoria per la gestione dilettantistica e per le inadempienze di questo governo che nessuno deve criticare perché siamo in emergenza. Per mesi tutto è stato giustificato con un’emergenza improvvisa (?), inaspettata (?), nessuno poteva sollevare critiche contro una gestione colpevolmente incerta e contraddittoria di un governo che, complice la nostra paura, ha continuato ad assolversi con la scusa dell’emergenza. Quante volte abbiamo sentito dire: “Lasciate lavorare il governo! Cosa avrebbero fatto gli altri al posto di questi? La colpa di tutto è di quelli che hanno governato prima e che non hanno saputo prevedere un modello di sanità pubblica adeguato ad affrontare una epidemia del genere! Poi passato il periodo di quarantena, da tutti ormai chiamato lockdown, perché è più fine dirlo all’inglese, il governo si è autocelebrato con proclami sulla responsabilità degli italiani dimenticando che più che la responsabilità era stata la paura a tenere in casa il paese intero. Ogni giorno si ripeteva in tutte le occasioni che “l’Italia è un modello per l’Europa! Il peggio è alle spalle, andate tutti al mare!”. A proposito di mare qualcuno continuava a gridare al pericolo di una seconda ondata dell’epidemia, ondata per alcuni minore, per altri maggiore della prima! La seconda ondata? Il governo era sicuro; “la seconda ondata non ci troverà impreparati! Possiamo tornare alla normalità!” Anche la scuola ritornerà alla normalità. “Le scuole apriranno il 14 settembre” gridava un’euforica ministra Azzolina, senza mai cambiare l’espressione del viso e con uno sguardo da ammaliatrice. Proprio la ministra Azzolina che non perdeva occasione per manifestare il suo Amore per la scuola e come ogni vera innamorata ha voluto dare un pegno del suo Amore comprando, per centinaia di milioni di euro, inutili e ridicoli banchi con le rotelle. Perché non mascherine adeguate, gel disinfettanti, computer per un’eventuale DAD? Perché i banchi con le rotelle sono il simbolo della scuola che l’Azzolina ama: “Una scuola che cambia ! Una scuola in movimento!”. A proposito di movimento a nessuno è venuto in mente, neppure alla nostra innamorata ministra, che la maggior parte degli studenti delle medie si muovono con i mezzi pubblici e sarebbe stato prudente prevedere un numero maggiore di corse di bus e di metro nelle fasce orarie interessate dallo spostamento degli studenti in entrata e in uscita dalle scuole. E invece?… Tutti appassionatamente accalcati in bus e nella metro!! Ma ragazzi non preoccupatevi, la vostra Ministra vi ama! Pensate che adesso porta la mascherina con la scritta “scuola” e il cuoricino rosso che per voi giovani è un modo sbrigativo per dire “Io amo la scuola ”.

Grazie all’amore della ministra le scuole sono iniziate puntualmente. Non ha importanza se manca il personale docente e non docente, se molte scuole sono sprovviste di un termo scanner per controllare la temperatura di chi entra a scuola, non ha importanza se le mascherine distribuite alle scuole sono quelle comprate in primavera e rifiutate dagli ospedali perché sono fatte poco più e poco meno da carta igienica. Ecco perché nei servizi delle scuole manca la carta igienica, l’hanno adoperata per fare le mascherine! Ah! Il genio italico! Ragazzi portate la carta igienica da casa, fatevi controllare la temperatura dalla mamma, adoperate i monopattini elettrici e poi aspettate fuori dalla scuola tutti insieme appassionatamente in un gioioso assembramento! Ricordatevi che la vostra ministra vi ama e non vuole che vi allontaniate troppo dall’ingresso perché quando suona la campanella…” di corsa in classe, accalcati in aule non sanificate ad aspettare un improbabile supplente che non verrà perché la vostra ministra quella che non smette mai di amarvi e che per voi vuole il meglio ha deciso prima di tutto di selezionarli con un folle concorso. La ministra per la vostra scuola vuole il meglio! Gli insegnanti di sostegno? Mancano gli insegnanti di sostegno? La ministra vi conosce bene sa che voi non avete bisogno di nessun sostegno, potete farcela da soli! La ministra ha fiducia in voi perché vi ama! Se non è amore questo che cosa è? È siamo tornati in emergenza! Noi Italiani cosi bravi e responsabili nell’affrontare in primavera la prima ondata, adesso siamo diventati irresponsabili, negazionisti, indisciplinati e via dicendo. Gli ospedali sono impreparati? I trasporti sono affollati? Importante è che la scuola sia aperta. Aperta a che cosa? Al virus! I dirigenti non devono drammatizzare, ma soprattutto non devono denunciare il numero sempre più crescente di classi e di insegnanti in quarantena. Se lo sapesse la ministra! Sarebbe un dolore troppo grande per lei che ama così tanto la scuola! Non potete credere che la ministra non veda questo disastro? Ma cari studenti e cari docenti e non docenti, l’amore è cieco.

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