lunedì, 15 Luglio 2024

In mattintata, giovedì 23 settembre 2021, il Presidente del Consiglio della Regione Basilicata, Carmine Cicala, nell’ambito del percorso di cittadinanza attiva promosso dall’ente regionale, ha incontrato a Matera gli allievi delle classi terze della scuola secondaria dell’Istituto Minozzi Festa per consegnare loro una copia del libro “La Costituzione Italiana e lo Statuto della Regione Basilicata”. Il volume, magistralmente illustrato dal fumettista materano Giuseppe Palumbo, vuole avvicinare i ragazzi alla conoscenza della Costituzione e dello Statuto regionale. In particolare, vuole rendere facilmente comprensibili i meccanismi che regolano la vita democratica, i diritti e doveri, la presa di consapevolezza del nesso inscindibile tra responsabilità del singolo e impatto sulla comunità.

Lo statuto regionale è una fonte del diritto che, in virtù del principio di autonomia, disciplina l’organizzazione interna delle Regioni, indica i fini che l’ente intende perseguire e detta le regole fondamentali a cui essa dovrà attenersi nell’esercizio della sua attività. Ai sensi dell’articolo 123 della Costituzione, lo statuto determina la forma di governo e i principi fondamentali dell’organizzazione e del funzionamento della Regione; quello della Regione Basilicata è stato approvato con Legge regionale e pubblicato il 17 novembre del 2016.

Gli ospiti sono stati accolti nel plesso della secondaria di primo grado in Via Lanera dalla Dirigente scolastica Maria Rosaria Santeramo e dalla piccola orchestra della scuola che ha eseguito una selezione di brani. Erano presenti anche il Sindaco di Matera, Domenico Bennardi, Rosaria Cancelliere dell’Ufficio scolastico Regionale di Basilicata e Pierluigi Maulella Barrese, Coordinatore della Struttura di Informazione, Comunicazione ed Eventi del Consiglio Regionale della Basilicata. I ragazzi delle classi terze hanno mostrato dei video clip, da loro ideati e prodotti, sul tema della tutela del Patrimonio storico culturale e paesaggistico della Basilicata. Gli ospiti hanno apprezzato il lavoro dei ragazzi e li hanno incoraggiati ad essere sempre più cittadini attivi e protagonisti a tutti gli effetti della vita del territorio.

L’iniziativa si lega anche alla riorganizzazione, a livello nazionale, dell’educazione civica, che, negli ultimi tempi è stata un po’ la “cenerentola” delle materie, una disciplina reclusa, nascosta e trascurata nel panorama scolastico. Adesso la cittadinanza rientra in classe come la principessa della favola, con tanto di cavalli e carrozza. La sperimentazione triennale in atto nella scuola italiana ha un po’ questa ambizione: che l’educazione civica dia la curvatura a tutto il curricolo e sia il fil rouge di tutta l’attività didattica.

La legge 92 del 20 agosto 2019 infatti, ha introdotto, o meglio, reintrodotto l’insegnamento dell’educazione civica intesa come linea d’orizzonte delle diverse discipline e come cerniera tra la scuola, la famiglia e il territorio. Le ore di educazione civica sono oggi “spalmate” all’interno dei diversi insegnamenti e affidate quindi a tutti i docenti che sono effettivamente contitolari della materia.

“La Legge – si legge nelle Linee guida del MIUR – ponendo a fondamento dell’educazione civica la conoscenza della Costituzione Italiana, la riconosce non solo come norma cardine del nostro ordinamento, ma anche come criterio per identificare diritti, doveri, compiti, comportamenti personali e istituzionali, finalizzati a promuovere il pieno sviluppo della persona e la partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. La Carta è in sostanza un codice chiaro e organico di valenza culturale e pedagogica, capace di accogliere e dare senso e orientamento in particolare alle persone che vivono nella scuola e alle discipline e alle attività che vi si svolgono”.

Al cuore della nuova educazione civica c’è dunque la cittadinanza attiva, agita e partecipata. L’avvento della pandemia ha messo in luce quanto sia urgente e attuale una riflessione sul come la scuola debba farsi sempre più vicina alle famiglie e abbattere le barriere del gap economico e sociale e dell’isolamento. L’educazione civica è senz’altro uno strumento utile in tal senso.

È questo l’impegno della scuola secondaria Nicola Festa in questo anno scolastico 2021/22 che parte pieno di speranza. Sin dal mese di giugno i Consigli di classe sono stati impegnati nella formazione e nella progettazione al fine di garantire ad ogni alunno il raggiungimento delle competenze di cittadinanza. Tante le iniziative in campo. Tutte prevedono la realizzazione di un prodotto finale originale e creativo, che sia un compito autentico, di realtà, non teorico e ripetitivo, ma agito nell’esperienza e documentato nei processi. La ricaduta culturale sarà certamente d’impatto nella vita dei ragazzi e nel territorio. Vi racconteremo passo passo il percorso di questa scommessa cominciata con un parterre di ospiti e relatori così prestigiosi.

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