martedì, 23 Luglio 2024

Matera,  funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino. L’omelia di Mons. Caiazzo: “Amore non è più una bella parola, un gesto di benevolenza, ma un agire colmo di umanità: consumarsi pienamente fino alla morte”

Pubblichiamo l'omelia che mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, ha pronunciato questa sera nel Palazzetto dello Sport, gremito, durante i funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino: Carissimi,...

“Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima”. Ricordando George Bernard Shaw, l’avvocato Raffaello De Ruggeri, già sindaco di Matera, ha salutato così il maestro Salvatore Sebaste che ha donato una sua opera, “Prato rosso”, al Comune della Città dei Sassi.

Questa mattina, nella sala Mandela del Comune – dove è stata collocata l’opera – Sebaste, insieme al sindaco Domenico Bennardi e all’assessore Tiziana D’Oppido, ha incontrato i giornalisti.

“Sebaste è un ricercatore, un artista vero. Non si è mai fermato e, nella sua casa laboratorio di Metaponto dove si è trasferito nel 1959, continua a fare ricerca. È tra i fondatori ed è stato presidente del circolo La Scaletta, ha incontrato Ortega, ha conosciuto Carlo Levi e il maestro Guerricchio e oggi, con grande generosità, ci ha donato una sua opera. Devo ringraziare la dottoressa Caterina Rotondaro che ha fatto da tramite con l’artista”.

“L’arte deve essere una continua ricerca. – ha affermato il Maestro –L’artista non è quello che si ripete per tutta la vita: ogni opera significa ricercare, nel bene e nel male. Io stesso ho fatto sperimentazioni sui gioielli e li ho conservati a futura memoria: è un’idea nata frequentando Dinu Amasteanu, nelle vetrine del museo di Metaponto ci sono delle statuine che mi hanno ispirato. La creatività – ha aggiunto – deve essere libera dall’artista. Le opere devono far pensare, altrimenti non servono a niente e questo vale anche per la poesia, per la musica… L’uomo in natura trova già tutto. Il musicista, ad esempio, è il genio che ascolta i rumori, li confeziona, li mette in musica e li dona all’umanità.  A 85 anni mi sono detto: cosa fanno le mie opere in uno studio?”

Sulla stessa lunghezza d’onda, l’assessore D’Oppido: “L’artista non inventa, non crea ma astrae. La sua opera, “Prato rosso”, collocata nella sala Mandela del Comune, sarà lo sfondo di conferenze stampa e matrimoni”.

Il Maestro ha poi spiegato la genesi dell’opera (m 1,80×1,80), datata 1986, che ricorda i paesaggi della Basilicata: “Ricordo n prato a Metaponto, nei pressi del passaggio a livello. Era pieno di papaveri, mi sono steso lì e guardando il cielo mi sono messo a pensare, a sognare. Le nuvole si muovevano, mi è venuta in mente “La creazione di Adamo” di Michelangelo. Tornato in studio ho iniziato a lavorare”.

Infine, la dottoressa Caterina Rotondaro, psicologa dei Servizi sociali del Comune, che si è definita “innamorata di tutto ciò che produce il maestro Sebaste”, ha sottolineato che “il percorso di donazione è un percorso do grande generosità. Le persone, in questo modo, hanno la possibilità di incontrare un’opera che molto probabilmente non avrebbero incontrato: il bello non deve essere riservato a pochi ma deve essere a disposizione della comunità”.  

Sebaste è un artista molto noto nel panorama nazionale, con studi a Metaponto, Bologna e Milano. Pittore, scultore e incisore, ha conseguito la maturità artistica all’Istituto d’Arte di Lecce e al Magistero di Belle Arti di Firenze. Si è perfezionato, poi, nelle tecniche incisorie presso lo studio calcografico di Mario Leoni a Bologna. A Bernalda dal 1966, il suo laboratorio calcografico è punto d’incontro e di animazione culturale di artisti contemporanei. In questo studio ha stampato, nel 1980, otto acqueforti di Joseph Beuys, le uniche realizzate dall’artista tedesco. Dal 1975 al 1977 è stato presidente del circolo culturale “La Scaletta” di Matera, dove ha fondato, con altri amici artisti, la “Scuola libera di grafica”. Nel 1992 ha esposto i suoi libri d’arte a “The Museum of Modern Art” di New York ed è inserito nel catalogo “The artist and the book in twentieth – century Italy”, a cura di Ralph Jentsch (Ed. Allemandi, Torino). Nel 1994 ha partecipato alla mostra del libro d’arte al Museo Guggenheim di Venezia ed è presente nel catalogo de “I libri d’artista italiani del Novecento” (Ed. Allemandi, Torino). Dal 1956 ad oggi ha realizzato numerose e importanti rassegne Personali e Collettive in Italia e all’estero.

Rossella Montemurro

Pubblicità

Pubblicità
Copy link
Powered by Social Snap