mercoledì, 24 Luglio 2024

 

Un libro nel libro, una trama fittissima che per genialità rimanda a David Foster Wallace e Kurt Vonnegut, un testo che già dal titolo, Hystopia (minimum fax, collana Sotterranei, traduzione di Katia Bagnoli) racchiude un mix di parole – history, dystopia e hysteria– piene di significati.

L’autore – vero! – è David Means, il libro nel libro è invece il romanzo postumo scritto da un reduce di ventidue anni, Eugene Allen, toltosi la vita a causa dello shock subito in combattimento e del suicidio della sorella con disturbi mentali.
Siamo nell’America degli anni Settanta, raccontata in una versione alternativa e, appunto, distopica: John F. Kennedy non è stato assassinato ed è anzi sopravvissuto a diversi attentati fino a giungere a un terzo mandato, lo stato del Michigan è occupato da bande di motociclisti psicotici, la guerra del Vietnam non è mai finita e si trascina a oltranza, spogliata di ogni scopo e di tutti i significati geopolitici. Per contenere i disordini causati dal surplus di reduci traumatizzati, un’agenzia governativa ha sviluppato una tecnica che consente ai veterani di relegare i ricordi più orribili in un angolo inaccessibile della mente e un’intera parte del Michigan è stata dedicata alla riabilitazione e alla reintegrazione di questi soggetti. Quando la cura fallisce, però, i reduci diventano ancora più violenti…
Americhe concentriche sempre più ipertrofiche, danneggiate e deliranti, dove la guerra non ha inizio né fine: semplicemente è, e forse, come la vita, esiste solo per generare traumi.

David Means vive nello Stato di New York e insegna al Vassar College. Le sue storie sono comparse su New Yorker, Harper’s Magazine, Esquire, McSweeney’s e numerose altre riviste. Autore delle raccolte di racconti Il pesce rosso segreto(Einaudi 2006), Il punto (Einaudi 2014) ed Episodi incendiari assortiti (minimum fax 2013).
Rossella Montemurro
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