sabato, 13 Luglio 2024

Nel 1977 l’anatomopatologo tedesco Gunther von Hagens ideò la plastinazione, una tecnica che consente la perfetta conservazione dei tessuti e degli organi del corpo umano dopo la morte. In questo modo i reperti organici vengono resi rigidi e inodori. “Body World” (o Korperwelten nella lingua d’origine) è il nome delle mostre di von Hagens, nelle quali i corpi vengono esposti in pose caratteristiche: atletiche, ad esempio, con l’obiettivo didattico di mostrare allo spettatore come il sistema muscolare lavori durante l’attività sportiva, o artistiche, con il posizionamento di elementi anatomici o gesti per consentire a chi guarda di entrare in relazione con il proprio corpo.
Guasti (Voland, Amazzoni), il romanzo d’esordio di Giorgia Tribuiani, prende spunto proprio dalla plastinazione: Giada “veglia” ogni giorno, per un mese, il corpo plastinato del compagno diventato – cadavere – un’opera d’arte. Fotografo di fama internazionale, il ragazzo aveva dato, quasi per gioco, il consenso per “donare” il proprio corpo all’anatomopatologo Dottor Tulp.
È difficile dire se prevale la follia o la disperazione di Giada nelle sue visite, nella sua personalissima e discutibile elaborazione del lutto. Irritata e affranta per il modo in cui di quel corpo è stato fatto scempio. La testa calva del suo uomo non avrebbe dovuto essere esposta al ludibrio, tenendo in evidenza quella protuberanza che lo imbarazzava in vita, tanto da nasconderla sotto i capelli. Poi, quei risolini, quelle battute di scherno rivolte a lui, ormai condannato ad una plasticità oscena ed eterna. Un vigilante e un giornalista riescono a strapparla ai suoi pensieri ossessivi – un flusso di coscienza in cui passato e presente si sovrappongono. Nel passato lei era la sua musa, la ragazza elegante che lo accompagnava ai vernissage – forse più per dovere che per piacere. Nel presente è alla stregua di una vedova che però si riappropria del libero arbitrio, è lei che sceglie in prima persona.
“Oh, non potevo stare ferma un attimo. Forse per questo non mi pesa venire tante ore qui: finalmente posso stare ferma! E rise e poi si fece seria, serissima, ero sempre con lui, sempre, giravo il mondo e lui mi presentava tanta gente nuova, mi portava in tanti posti nuovi: ovunque era venerato come un dio, lo sa? Che poi all’inizio mi pareva strano un fotografo amato come un dio, ma lui era cosi pieno di carisma; era un vulcano di idee ed entusiasmo, sapeva sempre cosa dire, ma perché scuote la testa?”
Al di là della caratterizzazione di Giada e del suo delirio quasi delicato rispetto a un contesto così anomalo e anormale, non si può fare a meno di fantasticare sulla plastinazione interrogandosi sull’eticità o meno di questa tecnica.
“(…) tu questo volevi? rinunciare alla pace della terra per bagnarti ancora di sguardi, offrire agli sguardi anche ciò che era mio? Hai aspettato la morte per deridermi, hai aspettato la morte per tradirmi!
Io per sempre prigioniera dei tuoi clic, a te bastava solo un clic, mentre tu non ti sei mai donato a me, non mi hai lasciato nemmeno il ricordo dell’uomo che eri, tu sei ancora qui, sempre qui a ricordarmi quanto sei distante, quanto sei tuo, quanto sei tu”.

Frasi lasciate a metà come frammenti di vita, stati d’animo e percezioni tenuti a bada dagli psicofarmaci: seguiamo Giada nei suoi trenta giorni – scanditi da trenta capitoli – più intensi e difficili.

L’uomo è la più bella opera d’arte che esista al mondo. Quando un collezionista decide di acquistarla, Giada entra in crisi: potrebbe comprarlo lei ma non ha ereditato la fortuna dell’artista né il suo corpo. A questo punto, è meglio rischiare di non vederlo più o agire?
Guasti è un romanzo originale e visionario, che lascia il segno.

Giorgia Tribuiani è nata a San Benedetto del Tronto nel 1985. Attualmente vive a Bologna e lavora nel campo della comunicazione. Laureata in Editoria e giornalismo presso la facoltà di Lettere e filosofia, per cinque anni è stata responsabile della sezione letteratura per la rivista di arte e cultura “Re-volver”. Da ottobre 2017 collabora con la Bottega di narrazione di Giulio Mozzi. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti Cronache degli artisti e dei commedianti(Tespi).

Rossella Montemurro
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