giovedì, 25 Luglio 2024

Circa 4 mila e 500 persone hanno ammirato le opere dei 44 artigiani lucani che dal primo al 5 maggio hanno esposto le loro opere negli ambienti de Le Monacelle, in via Riscatto a Matera, nell’ambito della terza edizione di Fucina Madre, voluta e organizzata da Apt e Regione Basilicata.
Ancora una volta “Fucina Madre” si conferma appuntamento di grande interesse per la valorizzazione dell’artigianato artistico e dei suoi molteplici linguaggi.
Per cinque giorni, artigiani provenienti da ogni area della Basilicata hanno esposto i loro prodotti trovando l’attenzione dei numerosi visitatori, molti dei quali turisti che hanno colto questa opportunità per acquistare e portare a casa alcuni di questi manufatti.
La manifestazione si è arricchita, fra l’altro, di iniziative come conferenze, concerti e due mostre.
Di particolare rilievo proprio l’incontro dibattito sul tema del souvenir inteso come oggetto in grado di raccontare l’identità e la storia di un luogo, di un paesaggio.
“Le conferenze ci hanno aiutato a comprendere ancor di più quanto sia importante, soprattutto in una città come Matera, proporre e valorizzare produzioni di qualità, che interpretano e raccontano i valori del nostro territorio”, afferma il direttore di Apt Basilicata, Antonio Nicoletti. E aggiunge: “La sensazione più bella è stata quella di vedere soddisfatti gli operatori, un gruppo sempre più coeso di artisti di tre generazioni che danno vita al nostro territorio attraverso gli oggetti che essi realizzano.
La principale novità di quest’anno, quella di consentirne la vendita, è stata particolarmente apprezzata da turisti provenienti letteralmente da ogni parte del mondo. Un  riscontro positivo anche per le conferenze e gli eventi artistici, che hanno arricchito di ulteriori contenuti ed emozioni quest’edizione dell’Expo.
Il messaggio che resta dopo queste cinque giornate è la volontà, nata in questi giorni, di lanciare la proposta di un luogo espositivo permanente, nel centro della città dei Sassi, dove gli artigiani possano esporre e vendere le loro opere. Sarebbe un bel segnale di come la creatività artigiana possa contribuire alla tutela di quell’autenticità e identità che il turismo di massa rischia di minare. Su questo – conclude Nicoletti – lavoreremo insieme alle istituzioni cui compete questo tipo di iniziative”.

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