lunedì, 15 Luglio 2024


Su Final girls. Le sopravvissute (Giunti, collana M, traduzione di   Leonardo Taiuti) di   Riley Sager si è espresso anche Stephen King definendolo il primo grande thriller del 2017 e paragonandolo a Gone Girl.

Le “final girls” sono le uniche sopravvissute a tre terribili massacri, ragazze che, ognuna in modo diverso, continuano a protrarsi dietro le ferite – fisiche e psicologiche – dell’incubo che hanno vissuto dieci anni prima. Quincy – la voce narrante – della notte a Pine Cottage ricorda molto poco. Il trauma le impedisce addirittura di pronunciare il nome dell’assassino -lui. Dipendente dallo Xanax, protetta da Coop – l’agente Franklin Cooper che dieci anni prima la portò via dal luogo del massacro -, amata da Jeff, un avvocato d’ufficio, si è ritagliata un’apparente normalità creando un blog di cucina.

Sam, invece, ha preferito fuggire dalla sua famiglia, dal suo passato, dai giornalisti. Ha cambiato nome, è diventata cinica e aggressiva.

Lisa è stata l’unica a tentare di avere un rapporto civile con se stessa e con i media, provando anche a coinvolgere le altre due. Quando però viene trovata con le vene tagliate, imbottita di tranquillanti, le vicende dei massacri tornano prepotentemente di attualità sconvolgendo la routine di Quincy e Sam. Non solo, Quincy si accorge che un’ora prima di morire Lisa le aveva inviato una mail in cui le chiedeva di contattarla. A questo si aggiunge la visita di Sam – le due ragazze non si erano mai conosciute – che con il suo carattere burrascoso le porta via ogni spiraglio di serenità.

Quello di Lisa non è stato un suicidio, motivo in più per ripiombare nell’incubo. Forse Quincy e Sam sono in pericolo…

È solo nella seconda parte che il thriller entra nel vivo, facendo dimenticare al lettore troppe divagazioni, probabilmente superflue. Dopo le prime 100 pagine (su 432 complessive), il ritmo inizia pian piano a cambiare diventando sempre più serrato e coinvolgente. I segreti dei protagonisti e le ambiguità diventano il punto di partenza per appassionarsi a un thriller davvero sorprendente, in corso di traduzione in 14 Paesi.

Riley Sager – è uno pseudonimo, il vero nome dell’autore è Todd Ritter – vive a Princeton, New Jersey. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura ha lavorato come editor e graphic designer.

Rossella Montemurro

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