giovedì, 30 Maggio 2024

Fin dalle sue origini la Chiesa Cattolica ha trasmesso la propria fede in formule brevi e uguali per tutti, al fine di favorire la comunione e l’unità tra i cristiani.

In tal senso ha operato la raccolta dei punti più importanti della Sacra Scrittura, per offrire una dottrina completa della fede.

Questa sintesi è chiamata Credo,a motivo della parola con la quale inizia: “Io credo”; essa però è detta anche Professione di fede, perché riassume la fede professata dai cristiani, ma principalmente è detta Simbolo della fede.

Sapete perché?

Il termine greco symbolon indicava la metà di un coccio spezzato, usato come segno di riconoscimento: le parti rotte venivano ricongiunte per verificare l’identità di chi le proponeva.

Ecco perché il Simbolo della fede è un segno di comunione tra i credenti, che si riconoscono figli dello steso Padre e discepoli di Gesù Cristo.

In particolare il Simbolo si riferisce a Dio Padre e all’opera della creazione; a Gesù e al mistero della redenzione; allo Spirito Santo, fonte di santità.

Le versioni in uso nella Chiesa sono tre:

Il Simbolo apostolico che è quello più antico, è il riassunto della fede suddiviso in 12 articoli.

Il Simbolo niceno-costantinopolitano che è la sintesi operata dai primi due concili ecumenici

Il Simbolo battesimale, in forma domande e risposte che si recita durante la celebrazione del battesimo e si rinnova con la Cresima.

Secondo un’antica tradizione, i dodici articoli del Credo rappresentano gli Apostoli che, prima di separarsi e sotto l’azione dello Spirito Santo, avrebbero pronunciato ciascuno un articolo del credo.

Pietro: Io credo in Dio, Padre onnipotente.

Giovanni: creatore del cielo e della terra.

Giacomo: e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore.

Andrea: il quale fu concepito di Spirito santo, nacque da Maria Vergine,

Filippo: patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto,

Tommaso: disceso agli inferi, il terzo giorno, resuscitò da morte,

Bartolomeo: salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente,

Matteo: di là verrà a giudicare i vivi e i morti,

Giacomo d’Alfeo: credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica,

Simone: la comunione dei santi, la remissione dei peccati,

Giuda Taddeo: la resurrezione della carne,

Mattia: la vita eterna. Amen.

Una curiosità: nella chiesa cimiteriale dei Santi Nazzaro e Celso, a Sologno in provincia di Novara, ci sono delle pitture del XV secolo raffiguranti i Dodici Apostoli, ciascuno con un libro aperto su cui è scritto un articolo del credo come appena descritto.

Per completezza aggiungo che c’è un’altra versione del credo, detta il Simbolo atanasiano, detta così perché elaborata da Sant’Atanasio che esprime in modo forte la dottrina trinitaria.

Nicola Incampo

Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

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