venerdì, 19 Luglio 2024

Leggere uno dei romanzi del professor Vincenzo Celano è sempre una piacevole scoperta: sono pochi gli scrittori dallo stile colto ed elegante come il suo – oltre a essere un intellettuali raffinato che si distingue per opere particolarissime.

Il nuovo romanzo di Celano, La scomparsa di Anice Zolla(Avagliano Editore), rimane impresso per il protagonista tormentato, precettato all’improvviso per il censimento nel rione Convento del suo paese – rigorosamente del Sud – Nèrulo. Inventariando gli edifici e gli elementi del paesaggio, Anice si perde nei ricordi e ritrova una lettera d’amore che lo spinge a un’affannosa ricerca sul filo della memoria.

Tra situazioni paradossali – si rimane nel dubbio se siano reali o meno per Anice – e disparate amanti, la visionarietà di questa storia si ricorda a lungo: c’è sempre molta fisicità nei romanzi del professor Celano tanto da farli diventare un’esperienza sensoriale arricchita da un’accuratezza nei dettagli che coinvolge e rapisce completamente il lettore.

 “La donna, ebbra, irresistibile, si era portata l’indice alle labbra in un invito inappellabile al silenzio e aveva preso a correre nella sola direzione possibile. – si legge – Perdendo un’ultima scia di fiori cedrini, la pelle nuda mostrò il peccato della sua freschezza, prima d’infrascarsi nelle piante fitte del mas seminato da suo padre.

Egli la inseguiva, ora, con un rantolo, forse all’odore o forse al serpeggiare che facevano i pennacchi del granturco. C’era stato un momento in cui l’ansimare dei due era così vicino e forte nell’intrico delle canne che si poteva scambiarli per tassi in amore. E il vecchio, appostato curvo ai bordi del campo, aveva sparato. Nell’aria desolata di luglio rimase solo il lungo riverberare della botta.

Anice lo pativa, il riverbero lancinante di quella schioppettata, a ogni estate che tornava”.

Giornalista e scrittore, Vincenzo Celano, classe 1935, risiede in Basilicata, a Castelluccio Inferiore, dove è nato e si occupa di problemi socio-culturali, di regia teatrale dialettale e del recupero e valorizzazione delle tradizioni popolari. Naturalista, che ama dichiararsi semplicemente “navigatore di boschi”, vive con il cruccio di non sapere quante migliaia di chilometri ha percorso a piedi da quando ha cominciato a camminare. Nel 1981, con l’inedito Non alghe d’oro ma frutti di vivissimo fuoco ha vinto il “Premio di poesia Città di Legnano-Giuseppe Tirinnanzi” e, nel 1989, ha pubblicato presso l’editore Manni la raccolta di racconti I pesci non hanno oroscopo per la sera. Nel 2006, il Museo Civico di Storia Naturale della Città di Jesolo gli ha conferito la medaglia d’oro con diploma di merito alla carriera letteraria. Per i tipi di Edigrafema, nel 2013 è uscito il suo romanzo L’animale a sei zampe, che ha ricevuto il Premio letterario nazionale Carlo Levi. Nel 2016 ha pubblicato per Avagliano Il farmacista di Ilhéus.

Rossella Montemurro
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